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sabato 28 maggio 2016

Dormite, dormite pure cari italiani…


di SamBellamy

L’italia è diventata una sorta di reality, nel quale si può sperimentare tutto e manovrare i partecipanti a comando, dopo averli istruiti e preparati per anni.

Il popolo è diventato quello che i manovratori si aspettavano, anzi: il risultato ha superato le più rosee aspettative e chi scrive le trame nell’ombra si ritrova ad avere un esercito di schiavi lobotomizzati pronti all’uso.

Schiavi vittime della Sindrome di Stoccolma, che adorano i loro carnefici e sopprimono i propri simili.

Anni e anni di lavaggio del cervello attuato da tv, giornali e promotori del sistema, hanno preparato le menti ad essere riprogrammate a piacimento.

L’utilizzo sconsiderato di chemtrails, la proliferazione di ripetitori di telefonia, i veleni nell’acqua e nell’aria, l’alimentazione sbagliata e la “medichimica” hanno tramortito e disintegrato le ultime difese di volontà dell’uomo, che si ritrova impotente e pronto ad essere usato come un burattino.


L’imposizione di modi di vivere e comportamentali falsi e materiali ha condizionato per sempre le vite di milioni di italiani, allevati con il mito dell’esibizionismo e dell’ostentazione.

Passano il loro tempo a fare shopping in quella bara chiamata centro commerciale, a sbavare sulle tette (finte) della soubrette di turno, a sprizzare rabbia o felicità per le sorti della squadra del cuore, ad affondare il culo su divani sfiancati da interminabili ore di tv e cibo spazzatura.

I giovani sono già fottuti fin dalla tenera età, condizionati nelle scelte di genitori di plastica, troppo presi a innaffiare il proprio ego per accorgersi che un figlio va amato, educato e protetto, non vaccinato, assecondato e accontentato; condizionati anche da un sistema dell’istruzione che inculca loro la versione di comodo della storia e li omologa ai dettami di pensiero del sistema .

I valori etici e le regole non scritte del vivere comune sono scomparsi, soppiantati dall’egoismo e dalla maleducazione, finalizzata all’ottenimento dei propri obiettivi o all’imposizione del proprio volere.

Il senso civico è estinto: lo possiamo constatare ovunque, dalle grandi città ai grandi paesi:non si rispetta più niente e nessuno.

Una vita fittizia e incolore è il traguardo a cui sono arrivati la maggior parte degli italiani.

Una vita vissuta sotto anestesia.

Una vita fatta di beni superflui da esibire e dalla competizione più sfrenata per eccellere su ogni campo, di vizi e stravizi da coltivare, di promesse non mantenute e da non mantenere, di inganni perpetui.

Conta solo apparire per essere, ostentare per esistere, ignorare per vivere.

Le distrazioni sono diventate il credo quotidiano e hanno allontanato il povero italiano medio dalla vita reale, dalla vita vera.

Continua a credere alla infinita emissione di fandonie che il governo e i suoi manovratori raccontano tramite tg e giornali, nonostante la realtà che tocca con mano è completamente diversa.

Ma accorgersi della discrepanza tra realtà vissuta e realtà percepita tramite lo schermo di una tv o le pagine di un giornale significa mettere in moto il cervello e pensare e la gente non pensa più con la propria testa. La testa è solo un contenitore vuoto in cui immagazzinare concetti e pensieri altrui creati ad arte e imposti per renderlo malleabile e monotematico, succube e impotente.

Allo stato attuale il popolo italiano sopporta di buon grado tutto,essendo privo di pensiero autonomo, di una propria volontà e di una propria personalità.

Per capire lo stato di totale inezia mentale degli italiani basta prendere come esempio il Dieselgate: come saprete, gli USA hanno accusato la VW di aver taroccato i dati di emissioni dei gas di scarico per poter pubblicizzare a vendere meglio le loro vetture. Ora, tralasciando il fatto che si è trattato di una pura azione di natura politica, sta di fatto che i dati sono stati realmente truccati (come d’altronde fa quasi ogni Casa automobilistica e i casi sono innumerevoli).

Il punto è che la notizia ha fatto crollare le vendite delle auto tedesche in tutti i mercati mondiali, tranne che in italia, dove si continuano a vendere Audi, Golf,Passat e Polo come se niente fosse.

Perché, nella mentalità italiota: ”sono auto di tendenza, cosa mi importa se inquinano più del dichiarato: a me piace e quando le guido o ne ostento la proprietà sono di tendenza anch’io”.

L’auto è un buon metro di giudizio per valutare il condizionamento del pensiero italico: tutti con le stesse auto, dello stesso colore, con gli stessi accessori  e nello stesso posto.

E tutti vestiti uguale, con gli stessi passatempi, con gli stessi vizi.

Che si tratti di tirare coca, di alcolismo di routine, di sputtanarsi lo stipendio alle slot, di uccidersi di sigarette, di sesso a pagamento poco importa: tanto “lo fanno tutti”.

Tutti affetti dalla sindrome bipolare: bestemmiano dalla mattina alla sera ma hanno il calendario di papa francesco in ogni stanza della casa o sulla cabina del camion, fanno i moralisti ma sono trasgressori ad interim, si arrabbiano con i deboli e si inginocchiano con i forti.

L’annientamento delle coscienze è arrivato allo stadio finale: salvo pochissime unità staccate dal sistema, la gran parte degli italiani si è  trasformata in un’entità incolore, informe e impotente.

Subiscono qualsiasi angheria pur di non toccare le poche certezze falsate che hanno, pur di non pensare.

Il lavarsi le mani è diventato un culto, che indirizza al fregarsene di tutto e tutti, perfino di sé stessi.

Gli italiani sono diventati irresponsabili e menefreghisti e le conseguenze di questo modo di operare le possiamo toccare con mano nella realtà quotidiana: dagli errori burocratici che distruggono le esistenze di qualcuno alle cure sbagliate che ammazzano qualcun altro; dai palazzi che crollano sotto il peso di condoni di stato alle autostrade che uccidono per noncuranza; dai furti legalizzati alle truffe sistematiche; da chi gode di un terremoto a chi si arricchisce sulle disgrazie altrui; dalla giustizia che condanna gli innocenti e libera i criminali ai politici che fanno la vita da nababbi mentre il popolo arranca e si suicida.

Tutto rigorosamente senza scuse e senza colpevoli.

L’italia è il paese dove l’anormale è diventato normale, dove l’illecito è diventato lecito.

Dove l’arrivismo e il clientelarismo hanno trucidato la meritocrazia e l’onestà.

Mancano le regole, manca il senso di giustizia e di legge, manca il senso di appartenenza a un popolo e a una nazione.

Secoli di occupazioni e di guerre senza arte né parte hanno plasmato questo popolo che si ritrova ad affrontare questi anni difficili senza identità e senza bandiera.

In quale altra parte del mondo si può trovare una situazione simile?

In quale altra nazione si è disposti ad accettare governi tecnici non eletti che hanno solo lo scopo di traghettare quella che dovrebbe essere una repubblica verso un governo unico di stampo nazi-fascista?


In quale altra parte del mondo si può trovare una  nazione guidata da un bamboccione predestinato, non eletto e manipolato dai poteri forti?

In quale altra parte del mondo questo bamboccione potrebbe continuare a operare devastando qualsiasi apparato governativo e statale, sgretolando il tessuto sociale e
annientando i più basilari diritti civili e umani, senza che nessuno si impunti e faccia di tutto per esiliarlo a calci in culo?


In quale altra parte del mondo si crede a una falsa versione della storia e si inneggia a massoni che hanno creato l’unità d’italia sotto l’egida dei poteri forti, o si intitolano strade a personaggi che hanno fatto del male alla nazione e si idolatrano gli ultimi discendenti, passati da esiliati a osannati e impuniti?

In quale altra parte del mondo è possibile vedere il popolo assistere in silenzio alla distruzione sistematica del territorio, causata da edilizia incontrollata a abusiva, da rifiuti tossici o meno celati ovunque, da fenomeni climatici artificiali?

L’unico stato dove ancora la stragrande maggioranza dei cittadini continua a ignorare le scie chimiche e a deridere chi le combatte, nonostante oramai vengano candidamente confessate da chi le utilizza e pratica, nonostante l’italia sia letteralmente bombardata quotidianamente da aerei che stanno trasformando la patria del sole e del viver sano nella patria delle “innocue velature”.


Per rendersene conto, basta andare a  leggere i commenti ai vari video o ai vari post che prolificano sul tema: all’estero tutti commentano con testimonianze, volontà di agire, spirito di unione.

In italia quasi tutti ridono, snobbano e offendono chi si attiva per aprire gli occhi al prossimo.

E lo stesso accade su tutte le tematiche scomode.

Oramai non mi meraviglio più di niente: mentre in Francia è in corso una protesta epocale scoppiata dopo le proposte di cambiamento delle locali leggi sul lavoro, con l’imposizione del Job Act, gli italiani hanno accettato lo stesso Job Act nel silenzio generale così come ingoiano tutte le disposizioni che l’europa impone e che hanno di fatto snaturato questo paese.

Imposizioni che alterano l’esistenza stessa dell’uomo e il senso della propria vita, trasformandolo da essere umano intoccabile a schiavo senza identità.

Questo stato non ha più una sua identità.

Non ha più una sua costituzione: la gente ignora il trattato di Lisbona e se andiamo a fondo, fino a qualche anno fa ignorava anche l’esistenza della costituzione. Ma poi ci ha pensato benigni a farla conoscere, con una mossa subdola e di finissima intelligenza, decantandola in tv e nei teatri, proprio mentre i poteri forti la seppellivano nelle stanza dei bottoni.

Senza più una costituzione, questa repubblica, è diventata un laboratorio nel quale sperimentare tutte quelle norme che il sistema di potere ha intenzione di imporre in tutto il mondo.

Un’accozzaglia di normative che privilegiano bankster e poteri forti e mortificano i deboli rendendoli pochi, schiavi e succubi.

Tutto senza che la popolazione si accorga di niente.

O meglio: tutto mentre la popolazione volta lo sguardo dall’altra parte.

Tutto senza che avvenga una presa di coscienza piena e efficace atta a sovvertire il corso degli eventi.

Tutto nel silenzio generale.

Tutto nell’inettitudine collettiva.

Gli italiani:

Un popolo di ignoranti, un popolo di cafoni ignoranti.

Che accetta volontariamente che la catena al proprio collo venga continuamente stretta e accorciata senza reagire.

Che non sa più agire,  non sa più pensare.




N.d.A: italia, italiani, europa, stato, repubblica, benigni, papa francesco sono scritti volontariamente in minuscolo in quanto non godono da parte mia della minima importanza o stima. 


 SamBellamy



Tratto da: guardforangels

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