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domenica 8 novembre 2015

QUANTI SCHIAVI SONO SERVITI PER PRODURRE QUESTA LAVATRICE?


di Martina Valentini

Nasce Slavery Footprint, il progetto internazionale che mira a diffondere stili di vita più consapevoli e consumatori critici. Si tratta di un nuovo portale, frutto del lavoro di ‘Made In A Free World‘, che permette di conoscere e riflettere sul tema della schiavitù nelle catene di produzione delle grandi aziende e marchi internazionali, almeno quelli più conosciuti.



Un modo per rendere i cittadini più consapevoli, permettendo loro di indagare sulle azioni effettuate dalle imprese e calcolare, ad esempio, quanti schiavi sono serviti per produrre la propria lavatrice. Ma, con una grafica quasi giocosa, permette anche di calcolare la propria impronta, il proprio impatto sociale in queste filiere, controllando le conseguenze in termini di sfruttamento di persone.

L’obiettivo di Made in a Free World non è soltanto quello di mettere in luce quesiti e responsabilità, ma anche strumenti e soluzioni grazie ai quali le aziende prese in esame possono comprendere falle e migliorare . Made In A Free World combatte per incrementare la presa di coscienza, la trasparenza e la responsabilità sociale di aziende e individui.

Il Rapporto 2014 globale sulla tratta di esseri umani diffuso a Vienna dall’ONU dimostra che una vittima su tre (conosciute) del traffico di esseri umani – per costituire, spesso, forza lavoro illegale – è un bambino : un aumento del 5 per cento rispetto al periodo 2007-2010 . Le ragazze formano 2 su ogni 3 bambini vittime, e insieme con le donne, rappresentano il 70 per cento delle vittime della tratta complessivamente in tutto il mondo .





Fonte:valori.it

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