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mercoledì 4 novembre 2015

Impediamo che decapitino e crocifiggano questo ragazzo!


di Domenico Garreffa

La libertà di pensiero si esprime col manifestarlo, nonostante esso non è mai libero veramente di esprimersi per rispetto delle regole che la società impone, società che ormai non ha nulla di sociale e sempre meno rivolta al libero pensiero.


Quest'episodio singolare al quale mi riferisco rappresenta un esempio valido ed importante per il mancato bene sociale, non si tratta di libertà nel manifestare dissensi verso antipatie personali, ma libertà verso istituzioni che governano stati e sistemi. La vera libertà dell'evoluzione sta nella possibilità di scelta nel preferire chi ci deve governare, cosa che in Italia nonostante è un paese denominato in via di sviluppo ha perso le caratteristiche di una democrazia avendo alla gestione un governo mai votato dai cittadini, lo stesso che senza potere decisionale ha votato la scelta di un Presidente per lo Stato Italiano.
In un paese occidentale di potenzialità economica industriale come l'Italia nessuna manifestazione ha presentato significativamente un cambiamento di rotta, guarda esodati, guarda il repentino aumento di tasse, guarda i dati delle nascite in continuo calo, guarda l'aumento di cittadini che si difendono dalla criminalità con armi proprie...

Forse dovemmo fare un passo in dietro e ricominciare senza necessariamente attendere una guerra, per iniziare serve fare evolvere i paesi poveri, gli stessi vittime dei paesi occidentali.

Come possiamo pensare di vivere in paesi "sviluppati" se non diamo i mezzi adeguati per sviluppare i paesi più poveri?

Incominciamo dandogli libertà di manifestare i dissensi al proletariato.

L'Arabia Saudita sta per decapitare un ragazzo di 21 anni, per poi crocifiggerlo e esporre il suo corpo in piazza. 
Ali Mohammed al-Nimr è stato arrestato a 17 anni per aver manifestato contro il governo.
Preso è stato torturato e condannato a morte. 
Il re saudita Salman bin Abdelaziz al Saud ha confermato la condanna a morte di al-Nimr.

Nel difendere Ali Mohammed le varie associazioni ,tra cui Amnesty International e Reprive.
L’Arabia Saudita è tra i paesi che eseguono il più alto numero di sentenze: dal 1985 al 2005 sono state messe a morte oltre 2200 persone; da gennaio ad agosto 2015, almeno 130 esecuzioni.   
Violando la Convenzione sui diritti dell’infanzia e il diritto internazionale, ha messo a morte persone per reati commessi quando erano minorenni.



Firma subito per salvare Ali, la sua esecuzione ha i minuti contati.













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