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domenica 29 novembre 2015

Il futuro di 500 milioni di bambini nelle mani di chi si vende il clima.


di Massimo Lauria

Il bambini pagano sulla loro pelle gli effetti del cambiamento climatico. Ma non sono loro ad inquinare.

Poveri, malati e senza mezzi. Più di mezzo miliardo di bambini vivono in aree a rischio inondazioni o esposte ad alti livelli di siccità. Morte quasi certa per malattie legate all’inquinamento del pianeta. L’Unicef: sappiamo cosa va fatto per prevenire il disastro. Imperdonabile non agire.

La salute di oltre mezzo miliardo di bambini è a rischio per le disastrose conseguenze dei cambiamenti climatici. Sono loro, i più piccoli, a farne le spese. Anche se non hanno alcuna responsabilità diretta nell’inquinamento del pianeta. Il loro futuro oggi è nelle mani di chi a Parigi tratta per sottrarsi ai vincoli sull’aumento delle emissioni velenose in atmosfera.
È l’Unicef a lanciare l’allarme alla vigilia del Cop21 in Francia, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si apre nella capitale il 30 novembre. Il nuovo rapporto – Unless We Act Now – dell’agenzia Onu per i minori è drammatico. 500 milioni di loro vivono “in aree ad elevata incidenza di inondazioni, e 160 milioni in zone esposte ad altissimi livelli di siccità”.

Povertà, malattie e mancanza di mezzi adeguati sono strettamente legati ai rischi determinati dai cambiamenti climatici. È morte quasi certa per la maggior parte di loro. “Oltre 300 milioni vivono in paesi ad alta incidenza di povertà”, scrive ancora l’Unicef. Ognuno di loro ha a disposizione meno di 3 dollari al giorno. Quella cifra basterebbe a malapena per coprire un pasto in una mensa scolastica italiana.

E la lista da incubo continua. Circa 270 milioni di giovanissimi non hanno – o quasi – accesso a servizi igienici adeguati, mentre l’acqua potabile è un miraggio per 100 milioni di loro. Mentre un terzo – 50 milioni sui 160 che vivono in zone ad alto rischio siccità – provengono da famiglie ben al di sotto della soglia di povertà.
«Sappiamo cosa va fatto per prevenire che il cambiamento climatico sia devastante. Non agire sarebbe imperdonabile», dice il direttore esecutivo dell’Unicef Anthony Lake. «Dobbiamo prendere le decisioni giuste al COP21, per i nostri figli e per il pianeta».


Inondazioni, frane, ondate di calore e altri sconvolgimenti metereologici di cui abbiamo già un assaggio adesso, saranno determinanti in futuro per la vita di decine di milioni di esseri umani. Molti di quei bambini rischiano la vita per la malaria, la diarrea e la malnutrizione. Tutti aspetti insignificanti per la vita di un occidentale medio.
Limitare le emissioni di gas serra, interrompendo il selvaggio sfruttamento delle risorse naturali come gas, carbone e petrolio e puntando sullo sviluppo delle fonti energetiche pulite è l’unico modo che abbiamo per interrompere questo circolo vizioso. A Parigi si gioca una partita fondamentale. Perderla significa condannare centinaia di milioni di bambini ad una vita senza possibilità di riscatto.





Fonte:remocontro.it

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