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sabato 14 novembre 2015

CINA: DAL 2000 DATI FALSI SULL’INQUINAMENTO


di Matteo Cavallito 

Fin dall’inizio del XXI secolo la Cina avrebbe sottostimato i livelli di consumo di carbone registrati ogni anno. Lo segnalano i nuovi dati diffusi dall’agenzia statistica nazionale che evidenziano una correzione al rialzo pari al 17% rispetto ai dati ufficiali. La revisione, nota il New York Times, “complica ulteriormente gli sforzi già di per sé difficili per limitare il riscaldamento globale” e costituisce, al tempo stesso, una nuova sfida per gli scienziati tuttora impegnati ad elaborare strategie per la riduzione dello smog nel Paese. Pechino, ricorda ancora il NY Times, ha promesso di fermare il processo di crescita delle emissioni di CO2 entro il 2030.


Determinante, per l’errore di calcolo, la mancata raccolta dei dati sui consumi di molteplici piccole imprese. Il gap tra le cifre ufficiali e quelle reali, nota il NY Times, si sarebbe allargato soprattutto negli ultimi anni. Nel corso del 2012, evidenziano quindi le revisioni, la Cina avrebbe consumato 600 milioni di tonnellate di carbone in più rispetto a quanto precedentemente comunicato. Una cifra equivalente a oltre il 70% dei consumi annuali degli Stati Uniti.

La correzione dei dati sui consumi di carbone implica ovviamente una revisione sui livelli di emissioni di CO2, un tema particolarmente caldo, quest’ultimo, che sarà al centro delle discussioni dell’imminente COP 21 di Parigi. Interpellata sulla questione dal quotidiano Usa, l’International Energy Agency ha fatto sapere di aver già rivisto i dati cinesi per il triennio 2011-13 con una correzione al rialzo delle emissioni compresa tra il 4 e il 6% nel periodo 2011-12. Secondo Jan Ivar Korsbakken, ricercatore presso il Center for International Climate and Environmental Research di Oslo, ripreso ancora dal NY Times, la revisione delle emissioni cinesi nel periodo 2011-13 ammonterebbe a 900 milioni di tonnellate. L’11% in più rispetto a quanto inizialmente stimato.





Fonte:valori.it

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