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sabato 14 novembre 2015

Attentati a Parigi, guerra sociale in una società inesistente.


di Domenico Garreffa

Viviamo in una società becera che perde il suo tempo alla ricerca della felicità effimera, rincorrendo distrazioni quotidiane per sorridere d'innanzi un presente ed un futuro in realtà fallito. Il passato e la storia dovrebbero rendere la società più consapevole delle sue potenzialità civili, mentre l'evoluzione sociale continua ad aumentare solo il senso di inciviltà che ci circonda. La mancanza di serietà di ogni singolare individuo sommato ha portato a sorvolare ingiustizie vissute o viste, in un contesto che vicino o distante è divenuto la normalità quotidiana. Il problema parte dall'incapacità di guardare il prossimo senza cercarne profitto, dimenticando di guardarlo con occhi solidali valutando dal nostro punto di vista, ma mai dal suo.
I punti di vista sono talmente tanti e diversi, che ci siamo ridotti a subire guerre ed attentati per motivi religiosi, nonostante per vivere in santa pace basterebbe semplicemente un tetto ed un pasto caldo per tutti, in un solo punto di vista.


Per quanto possano predicare i politici e le strutture di sicurezza, gli attentati diverranno sempre più presenti, il veleno che adesso scorre nella società, e nei suoi punti di vista vive in ogni pagina dei giornali odiernamente.
Il Presidente delle Francia Hollande ha chiuso momentaneamente le frontiere, mentre il presidente Bashar al Assad Presidente della Siria dice :"La Francia ha conosciuto ciò che viviamo in Siria da 5 anni", in questo è evidente l'incapacità dei servizi segreti di prevenire un attentato, non solo della Francia ma per tutti i paesi vittime di episodi terroristici, ma il problema reale e che i punti di vista ancora una volta si divergono.

Oriente ed Occidente dimenticano il punto di vista primario...alla gente serve e basta un tetto e pasti caldi per vivere sereni, per garantire ad ogni Stato ed a ogni popolazione queste esigenze sarebbe sufficiente eliminare le spese in armi, certo nel dirlo di non essere il primo...ma il mondo si arma e poi muore di fame ed attentati.


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Vittime di noi stessi e delle ripercussioni che ne discendono sotto ogni forma violenta ed allo stesso tempo religiosa, in altri casi sotto forma di manifestazione, come ad esempio Expo italia è stata una grande cazzata, non serve insegnare a mangiare insetti o prodotti geneticamente modificati ed altre alternative alimentari per ridurre la fame nel mondo, serve insegnare come distruggere le armi, le stesse che portano a subire attentati, le stese che produciamo e vendiamo ci si ritorcono contro, camuffate da religione, in fondo siamo vittime dei nostri condizionamenti, del sistema sociale, delle emozioni ereditate, ma per far sbocciare il cambiamento non servono conflitti, basta un esame di coscienza basato semplicemente sui sensi dell'uomo, la povertà nel mondo e la disoccupazione non hanno causa di natura individuale, ma di società avide di potere.

Ma forse dipende dai punti di vista.




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