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sabato 3 ottobre 2015

Resa al minimo per i ragazzi che usano troppo il computer: uno studio su 31 paesi.


Per chi pensa che il computer ci renda tutti i giorni un po’ più stupidi e che forse tecnologia ed educazione non vadano proprio così bene a braccetto, ecco un nuovo studio che conferma tutte le ansie.
Jill Barshay è la fondatrice di Education By The Numbers, il blog del The Hechinger Report che si occupa di educazione. Ed è proprio lei che porta alla luce uno studio che conferma le preoccupazioni di genitori, educatori e insegnanti. La Organization for Economic Cooperation and Development (OECD) ha analizzato l’uso del computer tra i quindicenni di 31 nazioni  e ha riscontrato che gli studenti che usano maggiormente il computer a scuola hanno minori abilità di lettura e più bassi rendimenti in matematica.

Lo studio è stato pubblicato il 15 settembre 2015 benchè sia stato condotto nel 2012, quando gli studenti utilizzavano ancora meno di oggi internet e computer nelle scuole.
«Chi utilizza internet ogni giorno ha le performance peggiori » spiega Andreas Schleicher, direttore dell’OECD Director e autore di “Students, Computers and Learning: Making the Connection,” il rapporto in questione, primo nel suo genere. Pare invece, sempre dallo studio, che l’utilizzo del computer a casa produca meno danni riguardo l’apprendimento. In media, nelle 31 nazioni oggetto dello studio i quindicenni trascorrono in media oltre due ore al computer ogni giorno (nella tabella QUI c’è anche l’Italia).

Commenta Schleicher: «Noi tutti pensiamo che introdurre sempre più tecnologia aiuti l’apprendimento, aumenti l’interazione e dia agli studenti accesso a più conoscenze. Purtroppo non pare funzionare in questo modo».

La tecnologia cambia anche completamente il modo e i risultati con cui si utilizzano i mezzi di apprendimento e di prova. Per esempio, lo studio attesta che gli studenti che utilizzano di più il computer a scuola hanno risultati leggermente migliori nella “lettura digitale” ma assolutamente peggiori nella lettura degli scritti stampati, cioè la lettura convenzionale. Stessa cosa è stata osservata per i test di matematica. E questo avviene solo se l’utilizzo del computer resta comunque al di sotto di una certa soglia; se la si supera i risultati peggiorano.


In definitiva, commenta Jill Barshay, «questo studio mi induce a concludere che la tecnologia abbia in sè molte potenzialità ma è difficile utilizzarla e implementarne l’uso in maniera intelligente ed equilibrata. Probabilmente è meglio investire il denaro nella formazione di bravi insegnanti piuttosto che nell’acquisto di tanti computer».





Fonte:ilcambiamento.it

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