TRASLATE MY PAGE

domenica 20 settembre 2015

Inceneritori: sì, no, bo...


di Alessandro Graziadei

Il 9 settembre scorso si è riunita la Conferenza Stato-Regioni per approvare il decreto attuativo dell’articolo 35, parte integrante del così detto “Sblocca Italia”. Questo provvedimento governativo prevede la realizzazione di 12 nuovi inceneritori, o meglio “impianti di incenerimento con recupero energetico di rifiuti urbani e assimilati”, ossia termovalorizzatori dedicati al recupero di energia dai rifiuti urbani.

Se approvato, l’incenerimento diverrebbe attività "di recupero” anziché "di smaltimento" e si aprirebbe la strada a nuovi impianti di incenerimento, addirittura non previsti dai Piani regionali, insieme a una miriade di “ristrutturazioni” di strutture obsolete allo scopo di bruciare  i rifiuti di tutta Italia. L'allarme per questa criticata decisione ha prodotto, all’interno della società civile, numerose proteste e manifestazioni di piazza, promosse dalla rete Zero Waste Italy e supportate da tante associazioni ambientaliste e non solo, esasperate da un atteggiamento del Governo Renzi che fino ad oggi è stato considerato dagli attivisti ben lontano da politiche ecologiche e sostenibili.

Il risultato? La Conferenza Stato-Regioni ha adottato una scelta sempre più comune in ambito politico: quella di indicare un'altra data per la decisione definitiva. “La grande mobilitazione nazionale lanciata da Zero Waste Italy e dal grande schieramento di associazioni nazionali, comitati e movimenti locali in tutte le regioni contro il decreto applicativo dell’art.35 dello Sblocca Italia hanno prodotto - ha spiegato Zero Waste Italy - un primo importante risultato. La Commissione ambiente-energia della Conferenza Stato-Regioni ha confermato che l’incenerimento dei rifiuti non è considerato prioritario” e “si ipotizza il rinvio al 2016 del decreto dopo le opportune valutazione delle regioni sulla rispettive necessità impiantistiche”. L’auspicio è che, adesso, questo nuovo rinvio produca una riflessione razionale sulla gestione dei rifiuti e ancor prima delle risorse naturali del Belpaese.

Se il decreto attuativo dell’articolo 35 passasse si brucerebbe l’opportunità di estendere sempre più le buone pratiche e l’ipotesi di una più seria Legge a Rifiuti Zero, decisiva non solo per la tutela sanitaria ed ambientale delle comunità e dei territori, ma addirittura per la nostra intera economia, bisognosa delle materie prime/seconde contenute nei rifiuti e delle ricadute sulle imprese locali e sui posti di lavoro. Per Zero Waste Italy “Il Governo, invece di impegnarsi a promuovere un Piano Nazionale del riciclo e del riuso, limitare drasticamente gli imballaggi in fabbrica e favorire il vuoto a rendere, misura che darebbe lavoro a centinaia di migliaia di persone (pensiamo ad esempio a tutte le operazioni di estrazione di metalli preziosi dai Rifiuti elettrici ed elettronici) ancora una volta con l’accoppiata Renzi-Galletti si sdraia ai piedi della lobby degli inceneritori e delle fameliche multiutilities”.

Ma un altro e altrettanto grave effetto collaterale di tale provvedimento sarebbe quello di trasformare in carta straccia i Piani regionali, con una deregulation incontrollabile dei conferimenti da fuori Regione. Il paradosso sarebbe quello di Regioni che puntano sulle buone pratiche e che già fanno registrare obiettivi superiori al 60%-70% di raccolta differenziata costrette ad  accogliere  rifiuti da tutta Italia, magari da Regioni arretrate e impermeabili alle buone pratiche. “Non parliamo poi dei cittadini - hanno concluso da Zero Waste Italy - da un lato impegnatissimi a ridurre e riciclare i loro scarti e dall’altro costretti a subire l’inquinamento di chi ancora questo sforzo non lo sta facendo. Altro che Sblocca Italia! Oggi occorre uno Sblocca Cervelli, che chiuda con questo ennesimo regalo alle lobbie, per marciare verso un ciclo economico basato sul contrasto a tutti gli sprechi e sull’efficienza”

“Inceneritori sì o no?”, quindi, non è forse la sola domanda che occorre farsi. Il punto è allargare il cerchio, per poterlo chiudere davvero puntando sul recupero delle risorse dalla gestione dei rifiuti attraverso gli esempi virtuosi che già esistono. Potrebbe essere utile, in tal senso, l’approfondimento di tutti quegli elementi rielaborati e aggiornati dal Global waste management outlook, il rapporto prodotto dopo due anni di lavoro dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente e l’Associazione internazionale rifiuti solidi, in tandem con numerosi accademici da tutto il mondo. Il senso del documento, presentato la scorsa settimana all’interno del Congresso mondiale Iswa 2015, è quello di sottolineare la necessità di una gestione olistica in tema di rifiuti. Per l'Associazione internazionale rifiuti  “Non si tratta di contrapporre raccolta differenziata, riciclo e termovalorizzazione”, elementi che nel documento si sottolineano come complementari, secondo una gerarchi precisa, “ma di passare dalla gestione dei rifiuti alla gestione dei materiali ad esempio fornendo alla società prodotti e servizi più funzionali ed ecologici”.

La gerarchia da rispettare per Iswa è chiara: “ridurre, riusare, riciclare, recuperare energia”. E per quel che rimane, ovvero il minimo possibile, c'è la discarica. Ma l'azione di Governo, in Italia, non sembra sempre muoversi in questa direzione. Ad oggi i costi di conferimento dei rifiuti in discarica sono minori rispetto a quelli per gli impianti di termovalorizzazione, i quali a loro volta godono di incentivi che sono invece negati ai materiali provenienti dal riciclo. Un paradosso. Eppure “Una gestione dei rifiuti integrata potrebbe permettere di risparmiare miliardi di dollari e tagliare le emissioni di gas serra fino al 20% all’anno”, si legge nel rapporto. Al contrario, “i costi dell’inazione, a cominciare da quelli per la salute, sono 5-10 volte superiori agli investimenti necessari per una corretta gestione dei rifiuti”. Un contesto denso di problemi, ma anche di opportunità, nel quale anche l’Italia deve cominciare dare risposte concrete e credibili.







Fonte:unimondo.org

Nessun commento :

Posta un commento