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martedì 2 giugno 2015

Rom si!...Rom no!...la questione è urbana.


di Domenico Garreffa

E' da qualche mese che in Italia da parte della politica e dai media il problema primario sono diventati gli accampamenti dei Rom.
Tanto da diventare slogan per campagne elettorali.
Un argomento distraente e di facile consenso per i cittadini, maggiormente dopo la disgrazia accaduta a Roma, dove due fratelli rom alla guida di un auto hanno investito ferendo 9 persone, di cui una è deceduta.(leggi qui
Certamente è una notizia che desta risentimento da parte dell'opinione pubblica, purtroppo gli incidenti stradali sono maledette disgrazie che vengono consumate quotidianamente nel nostro paese.

Ma la strumentalizzazione dell'episodio da parte della politica, e dei media, assume un comportamento peggiore dell'accaduto stesso.


Ma noi in italia siamo abituati a distrarci con l'evento di turno, tralasciando i veri problemi da parte, senza mai tagliare la radice di questi.
Vediamo di ponderare con dati alla mano, senza fare distinzione sociale del mal premuroso alla guida:

Gli incidenti stradali sono in diminuzione, ma attualmente presentano tuttora delle cifre notevoli,
Nel 2013 si sono registrati in Italia 181.227 incidenti stradali con lesioni a persone. Il numero dei morti (entro il 30° giorno) ammonta a 3.385, quello dei feriti a 257.421.

Rispetto al 2012, il numero di incidenti scende del 3,7%, quello dei feriti del 3,5% mentre per il numero dei decessi la flessione è del 9,8%. Tra il 2001 e il 2013 la riduzione delle vittime della strada è stata del 52,3%, in valore assoluto si è passati da 7.096 a 3.385.

Nel 2013, le vittime di incidenti stradali sono state 26.010 nella Ue28 (28.298 nel 2012), con una riduzione tra il 2013 e il 2010 del 17,7%, variazione analoga a quella registrata in Italia nello stesso periodo. Si tratta di 51,4 persone decedute in incidente stradale ogni milione di abitanti. L'Italia ha registrato un valore pari a 56,2, collocandosi al 14° posto nella graduatoria europea, dietro Regno Unito, Spagna, Germania e Francia.

Sulle strade urbane italiane si sono verificati 136.438 incidenti, con 184.683 feriti e 1.421 morti; sulle autostrade gli incidenti sono stati 9.265, con 15.447 feriti e 321 decessi. Sulle strade extraurbane, ad esclusione delle autostrade, si sono verificati 35.524 incidenti, con 57.291 feriti e 1.643 morti.

Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (escluse le autostrade), dove si sono verificati 4,63 decessi ogni 100 incidenti. Le vittime sono state invece 1,04 ogni 100 incidenti sulle strade urbane e 3,46 sulle autostrade. Rispetto al 2012, l'indice di mortalità risulta in netta diminuzione sulle strade extraurbane (5,03 nel 2012) e in lieve calo su autostrade e strade urbane (rispettivamente 3,51 e 1,12 nel 2012).

L'indice di mortalità raggiunge il valore massimo tra le 3 e le 6 del mattino, in media 5 decessi ogni 100 incidenti, a fronte di una media giornaliera pari a 1,87. La domenica è il giorno della settimana nel quale si registra il livello più elevato dell'indicatore, 3,1 morti per 100 incidenti. Nella fascia oraria notturna (compresa tra le 22 e le 6 del mattino), l'indice è più elevato fuori città, il lunedì e la domenica notte (8,32 e 7,94 decessi per 100 incidenti).

Nel 67,9% dei casi le vittime degli incidenti stradali sono conducenti di veicoli, nel 15,9% passeggeri trasportati e nel 16,2% pedoni.

Tra i 2.297 conducenti deceduti a seguito di incidente stradale, il 42,1% aveva un'età compresa tra i 20 e i 44 anni (968 in totale), con valori massimi registrati soprattutto tra i giovani 20-24enni (219) e tra gli adulti nella classe 40-44 anni (215).

La categoria di veicolo più coinvolta in incidente stradale è quella delle autovetture (67,5%); seguono i motocicli (12,8%), gli autocarri (6,4%), le biciclette (5,3%) e i ciclomotori (4,5%).

I motocicli rappresentano la categoria di veicolo più a rischio: l'indice di mortalità è pari a 1,68 morti per 100 veicoli coinvolti; seguono biciclette (1,41) e ciclomotori (0,84).

Fonte e dati: Istat 


Da questi dati si comprende chiaramente che a prescindere dall'etnia di provenienza le imprudenze alla guida non hanno nazionalità.
Non è giustificabile il comportamento dei giovani rom alla guida della vettura che citavo righe sopra, ma tanto meno quello di chi se ne serve per gettare benzina sul fuoco, alimentando fiamme che bruciano solo l'aria utilizzata dalle parole sprecate.
In riferimento a Salvini che dall'alto della sua carica istituzionale di Deputato e successivamente di Presidente della Lega Nord, risiede al parlamento europeo da più di 10 anni, utilizzando lo slogan "NO EURO" solo durante la campagna elettorale europea, capace di risolvere i problemi del paese a suon di slogan, con la stessa velocità che impiega a cambiarsi la maglietta.

Vediamo di focalizzare altri dati:


Secondo gli ultimi dati e le ultime stime dell'Associazione 21luglio in Italia tra rom, sinti e camminanti sono 180.000 di questi, 90.000 sono di cittadinanza Italiana.



L'Italia è tra i Paesi europei con la più bassa percentuale di rom/sinti (0,3%: al 14/mo posto nella lista Ue).

Questi dati mostrano una falsa emergenza per l'Italia, nonostante questo, è un fenomeno che non può essere ignorato, maggiormente nelle periferie dei paesi Italiani.
La soluzione, diceva Nelson Mandela, non e’ l’esclusione ma l’inclusione.

Il problema non si risolve con i proclami, sono sempre i processi che vanno ad incidere sulla realtà e non viceversa. Una politica di slogan raccoglie consenso ma lascia le cose come stanno, una politica della progettazione e della verifica sperimenta di più, ma rende gli interventi più efficienti.

Ma quale paese può permettersi di pensare all'integrazione, da parte sia di rom o di extracomunitari se l’opinione pubblica corre spesso il rischio di avere una distolta visione dell'informazione ? 
A questo contribuisce l’azione dei grandi media che si occupano soprattutto solo di gravi episodi, e dei politici che si nutrono di questi per finalità elettorali, le quali portano a trascurare una corretta percezione del fenomeno, e del informazione, trascurando i problemi seri del paese.

In realtà, siamo tutti stranieri, nessuna terra è nostra... è solo una questione di tempo.








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