TRASLATE MY PAGE

domenica 7 giugno 2015

L'uomo più pericoloso dai tempi di Gesù Cristo.



Professore di filosofia, maestro spirituale e mistico, oratore versatile e dissacrante, Osho  si scagliò contro ogni tipo di potere, contro tutte le religioni organizzate, le tradizioni e i sistemi di credenze imposti dalla società. Personaggio scomodo e controverso, spronò l'uomo a infrangere il proprio involucro mentale per vivere la vita in totale pienezza, gioia e comunione col Tutto, celebrando l’amore, la risata, la libertà, la giocosità e una pura consapevolezza, in estatica sintonia col palpito divino dell'universo.



Fin dall'infanzia si rivelò uno spirito ribelle e indipendente, alimentato dalla ferma volontà di sperimentare la verità in prima persona e incapace di accontentarsi di un sapere acquisito e di adattarsi a sistemi e a credo stabiliti da altri. Inseritosi brillantemente nella carriera universitaria, nel 1966 decide di abbandonarla e inizia a viaggiare in tutto il subcontinente indiano tenendo conferenze ovunque, sfidando pubblicamente i leader delle ortodossie religiose, ribaltando i valori dei sistemi di fede tradizionali e sconvolgendo lo status quo di quanti intorno a lui si affollano per ascoltarlo. In questi anni e in quelli successivi (1965-1989) Osho ha trattato praticamente tutti gli aspetti legati all'esistenza umana, spazioando nel lavoro di quanti, in passato vi hanno contribuito – Lao Tzu, Freud, Gurdjieff, Gautama il Buddha, Gesù Cristo, Nietzsche, Bertrand Russel e centinaia di altri Maestri, mistici e pensatori di ogni epoca e paese – estraendone la quintessenza per offrire all'uomo contemporaneo tutti gli elementi utili alla sua ricerca del mondo interiore, che non si fonda su una comprensione intellettuale ma sull'esperienza esistenziale di ogni individuo. Negli anni Settanta, il mondo intero arriva a conoscerlo e da ogni paese accorrono a lui quanti sono attratti da questa sua rivoluzione interiore che porta, finalmente, a non appartenere più a una tradizione, bensì a immergersi nella vita: «Io sono l'inizio di una consapevolezza religiosa completamente nuova» dichiarò «Per favore non collegatemi al passato: è una lunga catena di follie che non è neppure degna di essere ricordata».

   Le migliaia di ore di discorsi estemporanei che Osho ha tenuto nell'arco di oltre trent'anni anni a persone di tutto il mondo – amici, discepoli e "ricercatori del vero" – sono stati registrati, spesso anche in video, trascritti e pubblicati in circa 600 libri, in dozzine di lingue diverse (200 tradotti in Italia), le cui vendite sono in costante e irrefrenabile aumento, così come la sua popolarità nel mondo. «Il mio messaggio non è una dottrina né una filosofia. Dal 1996 le sue opere solo in Italia hanno venduto 50mila copie (due milioni nel mondo) e dal 2001 le vendite in Italia superano le 200mila copie, testimonianza di un "vangelo" universale di gioia, amore e libertà che continua ad espandersi spontaneamente in tutto il pianeta. Duramente osteggiato dagli Stati Uniti, che lo arrestarono e umiliarono in carcere finendo per avvelenarlo col tallio (morì a soli 58 anni), e respinto a ruota da altri numerosi paesi, Osho è stato incluso dal Sunday Times di Londra e da Panorama tra i "1000 uomini che hanno fatto il XX Secolo" e la sua voce tuona oggi più forte che mai scuotendo le coscienze e risvegliando un'umanità addormentata, repressa e gravemente malata. Ha detto lo scrittore Tom Robbins: "Riconosco la brezza smeraldina quando scuote le mie finestre. Osho è come un vento teso e dolce che percorre il pianeta, facendo volare via le teste di rabbini e papi, sparpagliando le bugie sulle scrivanie dei burocrati, mettendo in fuga precipitosa gli asini nelle stalle dei potenti, sollevando le gonne dei moralisti e facendo il solletico a chi è spiritualmente morto per farlo tornare in vita".


Osho, alla nascita chiamato Chandra Mohan (la famiglia era di religione jainista e così il nome completo fu Chandra Mohan Jain; la parola chandra in hindi significa “luna”, mohan "che tocca il cuore"), anche noto, dagli anni Sessanta, come Acharya Rajneesh, e poi come Bhagwan Shree Rajneesh (cognome anagrafico, quest’ultimo, che significa “Re della Luna” o ”Signore della luna piena”), e infine come Osho Rajneesh, – nasce a Kuchwada, un piccolo villaggio dell'India Centrale, l'11 dicembre 1931, uno degli undici figli di un mercante di stoffe della middle-class. Fin dalla più tenera età, si pone di fronte alla vita come spirito libero, insofferente alle regole e alle norme imposte. Famelico lettore di libri, rifiuta la fede della famiglia e sfida il potere costituito e chi lo rappresenta. A diciannove anni s'iscrive all'università di Jabalpur, qui entra in conflitto con un docente e viene trasferito al D.N. Jain College, dove si distingue per l'intelligenza e l'eloquio brillante. La sua ricerca della verità raggiunge il culmine all'età di ventun anni, il 21 marzo 1953: quel giorno Osho vive nel proprio essere la più alta vetta di consapevolezza sperimentabile dall'uomo: l'illuminazione, ossia "l'erompere dell'individuo fuori da ogni mappa mentale, nel libero e infinito territorio della realtà del vivente", "l'istante in cui la goccia si fonde nell'oceano". "Da quel momento - spiegò - non ho più ricercato, non ho più avuto aspirazione alcuna. 

L'esistenza ha spalancato tutte le sue porte davanti a me, e non posso più neppure dire di appartenere alla vita, in quanto ne sono semplicemente partecipe... quando spunta un fiore, un fiorisco con lui; quando sorge il sole, io mi alzo con lui. In me, l'ego che tiene separata la gente, non esiste più. Il mio corpo è parte della natura, il mio essere è parte del Tutto. Io non esisto più in quanto entità separata". Nel 1957 si laurea in filosofia (con lode) presso l'università di Sagar, prosegue la carriera universitaria come professore al Sanskrit College di Rajpur ottenendo riconoscimenti e premi a livello nazionale ma, considerato un pericolo "morale" per gli studenti, si trasferisce presso l'università di Jabalpur come rettore della cattedra di filosofia, rivelandosi personalità singolare e anticonformista. In quegli anni Inizia a viaggiare per l'India tenendo conferenze davanti a platee sconfinate con uno scopo ben preciso: aiutare altri esseri umani a vivere la stessa esperienza da lui vissuta, e tenta di fare ciò che non può essere fatto, di condividere ciò che non può essere condiviso, di insegnare ciò che non potrà mai, per sua stessa natura, essere insegnato. 

Dalle folle che ascoltano le sue conferenze emergono i primi discepoli che, paradossalmente, si uniscono a lui proprio sulla base di questa certezza, cioè che l'illuminazione non può essere comunicata. Nel 1964 Osho inizia a organizzare Campi di Meditazione durante i quali utilizza delle tecniche in grado di aiutare a cogliere quel "silenzio" in cui la nostra vera natura si manifesta. Nel 1966 abbandona la carriera universitaria e alla fine degli anni Sessanta si stabilisce a Bombay, dando vita a un Ashram, o "comunità spirituale", che viene trasferito a Puna (India) il 21 marzo 1974, in occasione del ventunesimo anniversario della sua illuminazione. Riconosciuto da quanti vivono intorno a lui come "Maestro di Realtà", dopo un'intensissima esperienza americana, conclusasi tragicamente con il suo arresto e un avvelenamento scoperto con analisi mediche solo nel 1987, Osho torna proprio in quell'anno all'Ashram di Puna, dove crea un "laboratorio di crescita". Osho ha spiegato che il suo nome deriva dal termine "osheanic" coniato dal filosofo inglese William James, e da lui usato per indicare l'esperienza del "dissolversi nell'oceano dell'esistenza". "Ma osheanic descrive solo l'esperienza" egli ha chiarito. "Come definire colui che fa quell'esperienza della vita? Per definirlo usiamo il termine Osho". "Non è il mio nome" affermò "è un suono di guarigione". L'epitaffio che lui stesso ha dettato così recita:
OSHO
Mai Nato
Mai Morto
Ha Solo Visitato
Questo Pianeta Terra
Dall'11 dicembre 1931 al 19 gennaio 1990

Qualche settimana prima di morire gli fu chiesto che cosa sarebbe accaduto al suo lavoro quando se ne fosse andato. Lui rispose: “La mia fiducia nell'esistenza è assoluta. Se esiste una qualsiasi verità in ciò che dico, mi sopravviverà. Le persone interessate al mio lavoro si limiteranno a portarne la torcia accesa, senza però imporre nulla a nessuno... Voglio che essi crescano in quanto individui e che sviluppino qualità come l'amore, intorno a cui non si può erigere alcuna chiesa; come la consapevolezza, che nessuno può manipolare; come la celebrazione e la fresca meraviglia che caratterizza gli occhi di un bambino. Voglio che la mia gente conosca se stessa, non che viva in funzione di qualcun altro. E la strada è dentro di sé”.

Ricorda: mentre mi ascolti metti da parte la tua mente.
Ascolta per la pura gioia di ascoltare,
come ascolti un uccello cantare,
come ascolti il vento tra gli alberi, solo così.
Non c’è alcun bisogno di preoccuparsi del significato.
In questo modo ti avvicinerai al vero significato.

Io non parlo con lo scopo che ordinariamente viene perseguito attraverso il parlare: l’indottrinamento – non è quello lo scopo dei miei discorsi. Non ho alcuna dottrina; i miei discorsi in realtà sono un processo di de-ipnosi. Ascoltandomi semplicemente, a poco a poco ti libererai da tutti i programmi in cui la società ti ha obbligato a credere. Se mi ascolti con il cuore aperto, con una ricettività colma di gratitudine, è inevitabile che accada. Ci sono stati molti ipnotizzatori, ma nessuno ha mai provato a usare l’arte del parlare come metodo di de-ipnosi. Può diventare una musica dentro di te, ti può rilassare, ti può rendere silenzioso, può dare un nuovo ritmo al tuo cuore… una nuova percezione della mia presenza, e della realtà. E io posso parlare di qualunque cosa. Non si tratta del fatto che io parli di queste cose; esse ne sono solo gli effetti. Io potrei parlare di A o B o C, che non hanno nulla a che vedere con la de-ipnosi. Il punto sta nel tuo modo di ascoltare. Se è giusto, allora qualunque cosa io dica rilasserà il tuo essere totalmente, e a poco a poco i tuoi condizionamenti cominceranno a svanire. E voglio che accada così. Non voglio ipnotizzarti – cioè renderti prima inconscio. In questo modo non è necessario renderti inconscio. Tu diventi più conscio, più sveglio. Per potermi ascoltare diventi conscio e attento. E il mio scopo non è insegnarti qualcosa, ma usare le parole come scusa per renderti consapevole e attento, in modo che tu possa toccare il superconscio dentro di te.

“Non dimenticate mai la via. È molto semplice: dalla mente al cuore,
dal cuore all’essere e dall’essere al puro spazio.
Questo puro spazio è il buddha.”

Il nucleo essenziale del mio insegnamento è: nessun credo, nessun dogma, nessuna fede, nessuna religione, niente che sia preso in prestito. Puoi fare affidamento solo su ciò che hai sperimentato di persona; devi dubitare di tutto il resto. Proprio come le altre religioni trovano il loro fondamento nella fede, il mio è nel dubbio. Il mio principio fondamentale è lo stesso su cui si basa la scienza: dubita, finché non trovi qualcosa nella tua esperienza di cui è impossibile dubitare.
La scienza si muove verso l’esterno, io mi muovo verso l’interiorità. Questo movimento verso l’interno è ciò che chiamo meditazione. Per poterti muovere all’interno devi compiere tre semplici passi, e il quarto accade da solo.
Il primo passo è osservare tutte le tue attività; quello è il tuo corpo e quelle sono le sue azioni: camminare, tagliare legna, attingere acqua dalla fonte. Rimani un testimone. Non agire da robot.
In secondo luogo, quando diventi capace di osservare il tuo corpo, di essere un testimone delle sue azioni, puoi fare il secondo passo: osservare le attività della tua mente: pensieri, sogni, fantasie. Rimani un testimone, come se ti trovassi sul ciglio di una strada e, su questa strada, stesse passando una processione di pensieri. Tu non ne sei parte. Sei solo uno specchio che riflette, senza giudicare, perché uno specchio non ha giudizi. Con un bel viso, lo specchio non dice: “Splendido.” Con un viso brutto, lo specchio non dice: “Oh no!” Lo specchio non fa che riflettere tutto ciò che appare di fronte ad esso. Esattamente allo stesso modo uno deve diventare un testimone puro, senza giudizi, valutazioni: questo è buono, questo è cattivo. Allora si verifica una strana esperienza: quando la tua capacità di osservazione cresce, i pensieri diminuiscono, e nella stessa percentuale. Se il tuo testimoniare è il dieci per cento, ci sarà un novanta per cento di pensieri; se la tua consapevolezza, la tua coscienza, è del novanta per cento, ci sarà solo un dieci per cento di pensieri. Col cento per cento di capacità di osservazione, ci sarà il nulla totale; questo è lo stato di non-mente, questa è la porta verso il terzo e ultimo passo.
Adesso osserva le emozioni più sottili, gli stati d’animo. I pensieri non sono così sottili. Gli stati d’animo, un’ombra di tristezza, una certa gioia.
Il primo passo riguarda il corpo, il secondo la mente, il terzo il cuore. E quando puoi osservare anche il terzo, il quarto accade da solo. All’improvviso un salto quantico, e ti ritrovi proprio al centro del tuo essere, dove non c’è nulla di cui essere consapevoli. La consapevolezza è consapevole di se stessa, la coscienza è cosciente di se stessa. Questo è il momento dell’estasi suprema, del samadhi, dell’illuminazione, o comunque vuoi chiamarlo; in ogni caso questo è il momento supremo, al di sopra del quale non c’è nulla. Non c’è modo di andare oltre, perché dovunque tu vada al di là di esso, sarai comunque un testimone. Se inizi a osservare l’osservatore, non sei andato più in alto; sei sempre un testimone. Quindi l’osservazione è la fine del viaggio, sei arrivato a casa.
Il mio insegnamento è tutto qui. È assolutamente scientifico. Non ha bisogno di fede, ciò che serve è sperimentare. Non chiedo a nessuno di aver fede in me. Chiedo solo di provare e sperimentare.
So che accadrà anche a te perché è accaduto a me, e io sono un essere umano normale proprio come te. Non sostengo di essere un profeta o un salvatore o un’incarnazione di Dio. Non vanto alcuna capacità speciale. Sono proprio uguale a te. L’unica differenza è che tu stai ancora dormendo, e io sono sveglio. È solo una questione di tempo, prima o poi anche tu ti sveglierai.

Quindi non c’è alcun bisogno di fare di me un oggetto di venerazione, non c’è bisogno di adorarmi. Se mi ami veramente, questo è sufficiente perché tu possa partecipare all’esperimento. Ti darò una garanzia: accade veramente. Ti posso dare un incoraggiamento, ma non sarò il tuo salvatore. Non mi prenderò la responsabilità, ma farò del mio meglio per scuoterti e far sì che ti svegli.

Il nostro tipo di società può esistere solo se ti fa sentire inadeguato.


Questo tipo di società, la struttura, ha bisogno di persone che soffrono, o sono spinte a soffrire, di complessi d’inferiorità, che sono profondamente condizionate a sentirsi indegne, immeritevoli. Questo tipo di società esiste solo se fa sentire inadeguato ogni bambino, perché la società ha bisogno di sfruttare, ha investito nello sfruttamento degli esseri umani. Non permette, le è impossibile farlo, che ognuno sia se stesso, perché se ognuno fosse se stesso non potrebbe essere sfruttato dalle organizzazioni religiose – non ci sarebbero né cristianesimo, né papa, né re o regine, né guide di alcun tipo. Perché ogni individuo basterebbe a se stesso, non avrebbe bisogno di una guida. Tutti questi cosiddetti grandi – politici e preti – esistono perché ogni bambino è stato storpiato, gli si è impedito di diventare un individuo indipendente. In caso contrario non avrebbe seguito nessuno. Avrebbe seguito se stesso, avrebbe scelto da solo in che direzione andare. Non avrebbe avuto bisogno di una guida, né di una mappa, né di un dittatore. Questo tipo di società può esistere solo se tutti i bambini vengono condizionati a sentirsi inadeguati. E io sto cercando di restituirti la dignità perduta. Questo è il passo più rivoluzionario, perché se riesci a recuperare la tua dignità dimenticata, la tua spiritualità, la tua eternità, ti libererai da tutte le chiese, da tutte le nazioni. Sarai libero da ogni ideologia stupida, da ogni superstizione. La tua consapevolezza sarà una tale esplosione di luce che farà svanire ogni falsità. E questa esplosione può creare una reazione a catena, è questo che voglio. È possibile creare una reazione a catena. Sto cercando in tutti i modi di avere in ogni paese un gruppo di meditatori colmi di luce. Il mondo intero può essere trasformato, se solo riuscissimo ad avere dappertutto alcune persone che possono diventare fiamme di consapevolezza

La loro fiamma si espanderebbe come un incendio, distruggendo ogni forma di schiavitù, di catene, di prigioni, creando un cielo nuovo, una nuova libertà per l’umanità. Anche ai tempi di Rinzai era così. L’intero passato dell’umanità è un passato di schiavitù psicologica, di schiavitù fisica. Solo pochi individui come Gautama Buddha o Rinzai o Basho, in migliaia di anni e tra milioni di persone, sono stati in grado di sfuggire alla schiavitù psicologica. Queste persone sono sempre state considerate pericolose dalla società. Ora molti parlamenti mondiali, senza aver definito che tipo di pericolo rappresento, hanno la netta sensazione che sono un uomo pericoloso e non posso essere ammesso nel loro paese. Non sanno di quale esatto pericolo si tratti. Mi sorprende che nessuno, in questi grandi parlamenti, abbia posto la domanda: “Quale pericolo intendete? Che pericolo può rappresentare per chiunque?” No, lo si accetta e basta. Viene dato per scontato che “Quest’uomo è pericoloso.” Ma so che hanno ragione. Mi definiscono pericoloso senza sapere perché. Io mi definisco pericoloso perché so di essere pericoloso. 

Sto creando una situazione molto più pericolosa per l’intera società di quella che a cui stanno lavorando gli scienziati nucleari. Le loro armi nucleari probabilmente non verranno mai usate, prima o poi verranno gettate nell’oceano. Io invece sto creando un altro tipo di esplosione – non un’esplosione atomica, ma un’esplosione di consapevolezza cosmica. Se questo fuoco divampa, improvvisamente vedrai che tutti quei grandi capi sono persone qualsiasi, esattamente come te, ma impostori, imbroglioni. Vedrai che i tuoi re e le tue regine sono tutti mistificatori che hanno sfruttato la società per anni. Vedrai che i preti non fanno altro che mentire su tutto. Questa visione, se si diffonde, porterà inevitabilmente alla nascita dell’uomo nuovo e di una società nuova. Un uomo nuovo può essere solo un uomo illuminato. Un uomo nuovo può essere solo un buddha. E basterà la presenza di pochi buddha nel mondo per creare un grande incendio. 

Non è mai stato tentato, ma è come… nessuno conosceva l’energia atomica finché non è stata provata su Hiroshima e Nagasaki. Nessuno poteva immaginare che un piccolo atomo che non si può neppure vedere contenga tanta energia da distruggere una città come Nagasaki, con centomila abitanti, o Hiroshima, una città ancora più grande. In tutta la storia, nessuno aveva mai neppure sognato che gli atomi potessero contenere così tanta energia. Ora vi dico che se una particella atomica può esplodere e distruggere a tal punto… quanto grande sarà la creatività sprigionata dall’esplosione di consapevolezza di esseri viventi? Può catapultare all’istante milioni di persone in una nuova era di illuminazione.



Fonte:http://oshorajneesh.jimdo.com/




Intervista a Osho Rajneesh concessa alla Rai (televisione italiana) nel 1972 e tenuta a Puna, in India. Voce fuoricampo di Arnoldo Foà:
Link:https://www.youtube.com/watch?v=DN59Jqu5Ykc

Link:https://www.youtube.com/watch?v=YrKJpJuqVj4







Nessun commento :

Posta un commento