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lunedì 1 giugno 2015

I supermercati francesi non possono più gettare cibo nella spazzatura.

di Tommaso Perrone

I supermercati francesi non possono più sprecare cibo. Si rischia fino a due anni di carcere secondo una legge approvata da tutti (o quasi).

I supermercati francesi, ma solo quelli più grandi di 400 metri quadrati, non possono più permettersi di sprecare o distruggere cibo ancora in buone condizioni. L’Assemblea nazionale di Parigi, la camera bassa del parlamento francese, ha approvato all’unanimità alcune misure contro lo spreco alimentare da parte di negozi e supermercati. Chi infrangerà tale legge andrà incontro a sanzioni che possono arrivare fino a 75mila euro e due anni di reclusione.

Gli esercizi commerciali sono dunque obbligati a donare i prodotti alimentari rimasti invenduti ad associazioni di beneficienza che si impegneranno, a loro volta, a distribuirli a chi ne ha bisogno. Persone povere e senzatetto oppure è possibile destinarlo a organizzazioni che si occuperanno di trasformarlo in mangime per animali o in compost per i campi agricoli.
Una legge che, secondo il promotore Guillaume Garot nonché ex ministro dell’Agricoltura, dovrebbe consentire alla Francia di dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2025: “È scioccante vedere candeggina versata sugli alimenti per renderli invendibili”. Un’affermazione che fa riferimento alla pratica volta a evitare che persone che non hanno da mangiare rovistino nella spazzatura alla ricerca di cibo.

Jacques Creyssel, portavoce della Federazione del commercio e della distribuzione, è scettico sul reale impatto di questa legge visto che, ha dichiarato, i supermercati sarebbero “responsabili solo del 5 per cento degli sprechi, ma gli unici ad avere questi nuovi obblighi” e che “molti punti vendita hanno già convenzioni con associazioni caritative”.

Resta un fatto, però, che ogni francese butta nella spazzatura dai 20 ai 30 chilogrammi di prodotti alimentari a uso domestico all’anno, per un valore compreso tra i 12 e i 20 miliardi di euro. In Italia il valore si attesta intorno agli 8 miliardi di euro. Secondo quanto riportato da la Repubblica “2 milioni di tonnellate di cibo vanno perse nella trasformazione industriale e 300mila tonnellate nella fase di distribuzione”. Nel mondo il valore dello spreco è pari a 270 miliardi di euro. Inaccettabile se si considera che 805 milioni di persone soffrono la fame, quotidianamente.


Fonte: lifegate.it


Così come recentemente approvata in Francia, una legge italiana che imponga ai grandi supermercati e alla Grande Distribuzione Organizzata di donare il cibo invenduto ad organizzazioni di volontariato o mense per i poveri è il primo passo per correggere questo crimine verso l'umanità e avere un mondo più equo.
Aiutaci, con una semplice firma, a combattere questo assurdo paradosso.

Petizione di Change.org: www.change.org/p/c-%C3%A8-chi-spreca-e-chi-muore-approviamo-una-legge-contro-gli-sprechi-alimentari/
L'apoteosi più grave della nostra società è lo speco di cibo, maggiormente per la mancanza di rispetto per chi ancora oggi muore di malnutrizione, ed anche per i derivati sprechi di energie ed inquinamento conseguenti dalla coltivazione e allevamenti, che proseguono nella distribuzione.
Lo spreco in tutti i settori è una funzione da ridurre ed eliminare, nel caso del cibo lo spreco diviene la peggiore bestemmia dell'uomo.
















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