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domenica 3 maggio 2015

I padroni del nostro cibo.


Nei giorni dell'apertura di Expo 2015, il Centro nuovo modello di sviluppo racconta con 22 infografiche un dossier per ricostruire il viaggio degli alimenti ,dalla chimica al piatto.
Per conoscere le più grandi multinazionali che gestiscono il nostro cibo badando solo al proprio profitto. La nostra grossa, grassa contraddizione è che produciamo più cibo di quanto sia mai accaduto nella storia dell’umanità, eppure sono ancora troppe le vittime della fame. 

Scarica il dossier completo : 
I padroni del nostro cibo-PDF- 18138 kB



Nel mondo ci sono 5-6 grandi corporation che controllano tutto il cibo.
Uno schema a clessidra, ci sono milioni di agricoltori e braccianti che coltivano miriadi di tipi di frutta e verdura per l’esportazione e vivono fuori dei paesi più ricchi al mondo. La procedura di spedizione, lavorazione e consegna a lunga distanza richiede enormi capitali, più grande è un’ azienda e più muove trasporti e logistica, meno costoso le risulterà rimanere sul mercato.

Sono pochi signori che controllano da soli più del 70% dei prodotti alimentari del pianeta. Queste multinazionali gestiscono 500 marchi che entrano nelle nostre case quotidianamente. Così pasta, biscotti e caffè ecc... diventano globali. E le grandi questioni, come l’uso di oli e grassi e vari tipi di conservanti nei prodotti, vengono decise a tavolino, cercando il massimo profitto nel cibo.
In una fase storica in cui assistiamo all’aumento dei prezzi di tutti i prodotti di base, conoscere e comprendere le politiche alimentari mondiali significa confrontarsi con i temi della globalizzazione, e comprendere meglio quello che acquistiamo.

Link: https://www.youtube.com/watch?v=qoYjytBgRzg

Documentario completo a questo link:http://incazzatodentro.blogspot.it/2015/04/sai-davvero-cosa-mangi-food-inc-cibo.html


Link: https://www.youtube.com/watch?v=nlrTdaKC-h4


Ma chi stabilisce il valore delle cose? 
In una società dove, lo scambio di beni e servizi è regolato dalla logica del profitto, il prezzo che noi paghiamo per qualsiasi cosa, è distorto. Il mercato non riesce a determinare in modo equo il valore del lavoro, del cibo, delle persone, tutto viene misurato con il prezzo.
Ad esempio, ogni volta che compriamo una banana, il 45% di ciò che paghiamo va al rivenditore, il 18% all’importatore, il 19% è destinato ai costi di trasporto, il 15% alla compagnia che controlla la piantagione. Al contadino, quello che ha piantato, lavorato, zappato, resta una miseria: il 3%, circa il 60% dei braccianti agricoli vive in povertà. C’è qualcosa che non va.

Link: https://www.youtube.com/watch?v=a-VeQuOwXzw

Link:https://www.youtube.com/watch?v=bdTTz4xps70



Nonostante tutto, come se non bastasse la speculazione sul cibo e le manovre di mercato che nutrono le multinazionali, nonostante nel mondo 900 milioni di persone soffrono la fame, di cui 100 milioni di loro sono bambini sotto i cinque anni, ogni anno in media una famiglia italiana butta 49 kg di cibo, complessivamente vengono sprecati 1,19 milioni di tonnellate di alimenti. 
Dati rilevati dall'indagine fatta da Gfk Eurisco con Auchan-Simply.
In termini economici questo corrisponde a circa 7,65 miliardi di euro (316 € per famiglia). 
Nell'indagine ne è rilevato anche lo spreco annuo per tipologie di alimenti. Gli sprechi maggiori riguardano la verdura (10,7 kg), la frutta (9,9 kg), il pane (9,1 kg), e la pasta (6,0 kg) mentre minori risultano le quantità sprecate per gli alimenti più costosi: carne (4,5 kg), formaggi (2,1 kg), pesce (1,8 kg), surgelati (1,8 kg) e salumi (1,2).
Il cibo prodotto e sprecato occupa quasi 1,4 miliardi di ettari di terra, costituendo il 30% della superficie di terre ad uso agricolo nel mondo.

Link:https://www.youtube.com/watch?v=9Yg3JJ6ts5U








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