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domenica 12 aprile 2015

Spremuta di Energia dagli Agrumi in Sicilia illumina le famiglie.


Gli agrumi di Sicilia sono famosi per la loro bontà e naturalezza.
Ce ne sono di tutti i tipi Pompelmi, arance, limoni e cedri
Da oggi oltre alle loro immense doti la cui lavorazione permette di ottenere succhi di frutta, marmellate e spremute c’è una novità. Il residuo che rimane, chiamato pastazzo, non sarà più un problema.
Se fino ad oggi smaltirlo era complicato sia perché è una quantità enorme sia perché ha costi molto elevati ora si cambia


Ogni anno in Sicilia vengono prodotte 340mila tonnellate di pastazzo, ed il suo smaltimento costa circa 10 milioni di euro.
Per risparmiare e recuperarlo quindi? Semplice, basta  trasformarlo in energia. Convertire gli scarti della lavorazione degli agrumi in energia pulita
L’iniziativa è nata a Catania ed è stata promossa dal Dipartimento di Agricoltura, il Distretto Agrumi della Sicilia, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, la cooperativa Empedocle ed è sostenuta dal finanziamento non condizionato della The Coca-Cola Foundation. Tramite un impianto viene sfruttata la digestione anaerobica per produrre energia elettrica, biometano, bioprodotti e nutrienti per il terreno.

Secondo una stima è stato calcolato che con 20 digestori anaerobici si potrebbero smaltire gli scarti umidi dell’intera Sicilia, ed in cambio si otterrebbe energia pulita. Se il progetto dovesse funzionare c’è già l’idea di smaltire nello stesso modo altri scarti quali sansa, vinacce e pale di fichi d’India. Con 500 metri cubi di biogas si potrebbe attivare un generatore capace di produrre un Mega Watt di energia elettrica, sufficiente per alimentare circa 333 abitazioni.

La produzione industriale di succo di agrumi produce un residuo umido, il “pastazzo”, che rappresenta circa il 60% del quantitativo trattato. Ora è gestito come fosse un rifiuto, genera costi elevati e solo in parte viene usato come ammendante in agricoltura o come mangime per animali. A trasformarlo in risorsa è l’impianto di Catania, che sfrutta la quantità di digestione anaerobica per la produzione di energia elettrica, biometano, bioprodotti e nutrienti per il terreno. Per capire il vantaggio economico, si deve sapere che smaltire oltre 340mila tonnellate di pastazzo prodotte mediamente ogni anno, costa oltre 10 milioni di euro (30 euro/tonnellata).

L’obiettivo è di estendere il progetto all’intera Regione
Si  è calcolato che per risolvere il “problema” dei residui agrumicoli in Sicilia basterebbero 20 “digestori” realizzati sul modello dell’impianto pilota.

Secondo Federica Argentati, presidente Distretto Agrumi di Sicilia, il progetto garantisce tre risvolti positivi. Il primo è quello di “aver acceso i riflettori su un problema reale legato al riutilizzo di un sottoprodotto, il pastazzo, che da fattore critico ha tutte le potenzialità per divenire risorsa”. Un’altra importante caratteristica è la promozione del “dialogo tra pubblico e privato, le aziende della filiera”. Infine, “questo progetto ha dato valore all’innovazione di sistema proposta dal Distretto degli Agrumi e sostenuta con passione da The Coca-Cola Foundation: una vera carica di energia positiva necessaria al cambio di rotta di tutto il comparto”.

Buona spremuta a tutti buona e sana fino all’ultima buccia!




Fonte : businessandtech.com

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