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sabato 20 dicembre 2014

Surimi: sappiamo davvero cosa stiamo mangiando?


Dott.ssa Elena Aprile

Il Surimi è una preparazione tipica della cucina giapponese che in questi anni si è molto diffusa anche in Italia. In realtà, il surimi è un cibo ideato dall’industria alimentare per arricchire l’offerta di mercato con prodotti particolari e invitanti. Come sappiamo però, i prodotti che subiscono varie lavorazioni durante il processo di realizzazione non sono salutari. Vediamo alcuni motivi per cui è sconsigliato consumare il surimi.


Il primo problema nasce dalla sua composizione: viene venduto come alimento a base di polpa di granchio, ma in realtà non ne contiene, anche se il sapore suggerisce il contrario. Questo gusto è infatti ottenuto attraverso l’utilizzo di aromi artificiali. Dal surimi si ottengono infatti, finte chele di granchio, affettati di mare, surimi al gusto di salmone affumicato o altre preparazioni simili ai crostacei. Questi sono tutti prodotti artificiali che non sono necessari al nostro organismo che invece necessita di prodotti freschi e nutrienti.

Il secondo punto da non trascurare è la qualità di questo cibo. Esso infatti è ottenuto attraverso la lavorazione industriale di avanzi di altre produzioni e parti di scarto provenienti da altri alimenti come sgombro, merluzzo, suri, carpe asiatiche. Questi scarti vengono lavorati, pressati e infine gli vengono aggiunti diversi additivi per dare al prodotto un buon sapore, un bell’aspetto e il tipico colore arancione (coloranti) e per migliorare la sua conservazione (sale, zuccheri, polifosfati).

Per ottenere questo prodotto vengono poi aggiunti altri ingredienti che non hanno nulla a che vedere con il pesce e sono: la fecola di patate, per migliorarne la conservazione a basse temperatura, l’albume d’uovo, come colorante per ottenere tonalità più chiare o un aspetto più lucido, i grassi vegetali e gli aromi artificiali di granchio o di aragosta. Il tutto viene ottenuto tramite profonde manipolazioni ed attraverso varie fasi di cottura, congelamento e scongelamento. Il prodotto subisce numerosi lavaggi che lo portano ad essere povero di vitamine e di sali minerali. Tra gli esaltatori di sapidità utilizzati troviamo il glutammato monosodico (E653) e tra gli oli vegetali che potrebbero essere impiegati per la sua produzione vi sono prodotti di scarsa qualità come l’olio di colza e l’olio di palma.

Infine, ci sono altri due motivi per cui è sconsigliato consumare il surimi: il costo, che è abbastanza elevato rispetto alle materie prime utilizzate che sono di scarsa qualità, e il rischio per la salute. Infatti, in questo prodotto possono essere contenuti additivi o conservanti che se assunti in grandi quantità potrebbero non giovare alla nostra salute e possono esserci elevate quantità di sodio, che lo rendono un alimento sconsigliato soprattutto per coloro che soffrono di ipertensione.


Quindi insomma, più che mangiare un prodotto che risulta essere l’assemblamento di scarti e avanzi di pesci vari, è meglio mangiare un semplice ma gustoso pesce!


Fonte :dietistaelenaaprile.com


Link:https://www.youtube.com/watch?v=wlbN28eUVdU


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