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sabato 6 dicembre 2014

Serve tracciabilità, addio scontrini e contante.

Domenico Garreffa

A dirlo è il premier Renzi durante la presentazione dei “digital champion” , un organizzazione istituita dall' Unione Europea, al fine di modernizzare la pubblica amministrazione.

Link: https://www.youtube.com/watch?v=HkzH4-V9tik

L'abolizione degli scontrini, e del contante da portare in tasca sembrerebbe scorrere nel seguire una logica di agevolazioni e facilitazioni per il fornitore ed anche per l'acquirente.
Meno soldi in circolo, meno criminalità per strada.

Ma vediamo nel concreto chi verrebbe avvantaggiato.

Partendo dal presupposto che questo cambiamento è rivolto primariamente alla tracciabilità, quindi contro'evasione, il contante non è un problema perchè la grande evasione non viene effettuata con soldi alla mano, ma con sistemi telematici  legali e fruibili con la complicità di Stati cosi detti paradisi fiscali.

Usando il contante non si pagano commissioni alla banca,
cosa che invece avviene con il Pos.(che variano dall'1% al 2,75%)

In contante una banconota da 100€ varrà ancora 100€ anche dopo essere passata di mano 100 volte, se invece ad ogni transizione fosse applicata una commissione sul passaggio pari ad una media del 2,5%, dopo 25 passaggi di mano un pagamento iniziale di 100€ sarebbe ridotto a 53€  circa con 47€ passati nelle casse delle banche. 

Soldi creati dal nulla, che nonostante non siano stati stampati, saranno ricevuti dalle banche. Incrementando la esponente cifra del debito pubblico.

L’uso di denaro elettronico sarebbe inoltre legato alla disponibilità di energia elettrica e telecomunicazioni, in mancanza di questi sarebbe impossibile acquistare anche 
generi di prima necessità.

L’uso del denaro elettronico eliminerebbe i ladri per strada, ma determinerebbe che i futuri ladri saranno degli hacker, quindi più difficili da perseguire.

Uno Stato incapace di controllare il cartaceo mi domando come possa trovare capacità di verificare il telematico.
La strada è una sola: ridurre il peso del prelievo fiscale e rimuovere i numerosi ostacoli che impediscono, di fatto, di attivare una qualsiasi attività imprenditoriale. In un Paese fermo, che non produce, nel quale la poca forza lavoro, resta l'unica a pagare le tasse, la lotta contro l'evasione è diretta fuori strada.
Mentre il capitalista prosegue agevolato ad evadere.




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