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giovedì 27 novembre 2014

L’autobus inglese alimentato da rifiuti alimentari e…umani.



Lorenzo Brenna

In Inghilterra si sperimenta un nuovo tipo di autobus che potrebbe rendere il trasporto pubblico del Regno Unito più sostenibile.
Scarti alimentari e deiezioni umane sono cose decisamente disgustose, eppure potrebbero rappresentare il futuro del trasporto green. La dimostrazione arriva dall’Inghilterra dove è nato il Bio-Bus, autobus da 40 posti che utilizza biometano come combustibile e che collega la cittadina di Bath con l’aeroporto di Bristol.


Il biometano utilizzato dal Bio-Bus è generato dalle feci recuperate dalle fogne e dagli scarti dell’industria alimentare, questi rifiuti organici vengono trasformati in metano e CO2 all’interno di speciali vasche di fermentazione, grazie alla collaborazione di batteri anaerobici. “Questo autobus dimostra chiaramente che la cacca e gli scarti alimentari sono risorse preziose – ha dichiarato Charlotte Morton, amministratore delegato delle Anaerobic Digestion & Bioresources Association. – Il cibo che non è adatto al consumo umano deve essere raccolto e riciclato attraverso la digestione anaerobica in biogas, non sprecato in discariche o inceneritori”.

Link:https://www.youtube.com/watch?v=x2R_MaWFABo

Il caante impiegato dal Bio-Bus viene prodotto da Geneco, l’azienda che porta avanti il progetto e che produce oltre 17 milioni di metri cubi di biometano all’anno. Grazie agli scarti prodotti da ciascuno di noi in un anno, secondo le statistiche dei ricercatori, è possibile ricavare il combustibile necessario per far percorrere a un autobus circa 30 chilometri.

«Il biometano di origine umana può soddisfare il 10 per cento delle necessità energetiche complessive del Regno Unito – ha spiegato Charlotte Morton – l’autobus dimostra che anche quello che c’è nelle nostre fogne e nelle nostre pattumiere può trasformarsi in una risorsa importante per l’ambiente e per il portafogli». Una mobilità più sostenibile e un’aria più pulita passano quindi anche dai nostri avanzi e dal nostro gabinetto.


Tratto da : sapereeundovere.it
Fonte: lifegate.it


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