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giovedì 6 novembre 2014

Entro fine anno paghiamo 400 volte le tasse. Evadere, legittima difesa.



di Mafalda Sassolungo

Se ricevessimo un premio per ogni adempimento fiscale saremmo sommersi dai premi. Magra consolazione certo, perché a scorrere le pagine del sito dell’Agenzia delle Entrate vengono i brividi per quante scadenze burocratiche e pagamenti di tasse, tassine, tassette e balzelli vari ci toccano. Solo a novembre sono più di 200.



Ma fino alla fine dell’anno si raddoppia. Che incubo! E per di più nemmeno ci premiano. Insomma, cornuti e mazziati, che verrebbe da chiedersi: ma che cavolo ci faccio ancora in questo Paese? E invece stiamo qui, ignari quasi di quanto ogni giorno lo Stato allunghi le mani nelle nostre tasche, a lottare per mettere insieme pranzo e cena sapendo bene che del domani non c’è proprio più alcuna certezza. Se non quella del Fisco solerte solo a dettare le regole, o delle tasse, che sempre più famiglie e imprenditori in Italia, faticano a pagare. Che un passo falso, nel labirinto di un sistema così malato e contorto, è cosa facilissima. Che la persecuzione di Equitalia è sempre lì in agguato, come una bestia feroce e famelica. Ma tanto è…

400 adempimenti entro fine anno.

Il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate comunica che solo entro novembre scadranno ben 221 adempimenti fiscali. Entro il 2015, poi, bisognerà far fronte alla restanti scadenze, per un totale di circa quattrocento, da saldare prima della fine dell’anno. Ma se questo groviglio di versamenti, tasse e dichiarazioni creerà non pochi problemi al povero contribuente ordinario, peggio ancora si presenta la prospettiva per partite Iva e imprese. Neanche a farlo apposta, proprio lo scorso 31 ottobre il governo, su proposta di Renzi e Padoan, e con l’approvazione delle Commissioni parlamentari competenti, ha approvato un Decreto legislativo contenente disposizioni in materia di semplificazioni fiscali e teso – come si legge nel comunicato stampa – a snellire “adempimenti relativi alle persone fisiche, alle società e ai rimborsi fiscali, oltre alla eliminazione di adempimenti superflui”. Snellimento. Verrebbe da ridere. Per non farsi prendere troppo dallo sconforto. Infatti, prima che il decreto produca un qualche benefico effetto, il campo, nell’immediato futuro, si presenta alquanto minato.

Scadenze che non perdonano.

Entro il 17 novembre, sarà necessario ottemperare al versamento di ritenute fiscali, rate di Unico e Iva periodica. È fissata invece per il primo dicembre la scadenza per gli anticipi delle imposte in acconto per il 2014, mentre non oltre il 16 dicembre sarà possibile pagare il saldo dell’Imu e della Tasi. Due giorni dopo, il 18 dicembre, scadrà il termine ultimo per presentare il modello 770, mentre chi non avrà ancora presentato il modello Unico potrà apprestarsi a farlo entro il 29 dello stesso mese. Il 27 dicembre, poi, sarà l’ultimo giorno utile per versare l’acconto Iva, mentre coloro che hanno l’obbligo di tenuta delle scritture contabili ai fini fiscali avranno la possibilità di stampare i registri riguardanti il periodo di imposta 2013 fino all’ultimo giorno dell’anno. Per non parlare del carico burocratico: un macigno da più di 100 scadenze n(119 per l’esattezza).

E poi ci meravigliamo se l’evasione in Italia è alta…






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