TRASLATE MY PAGE

giovedì 16 ottobre 2014

TFR in busta paga: ecco tutti gli svantaggi.


Approvata ieri la legge di Stabilità, tra le varie manovre prevede l’anticipo in busta paga del Tfr, il trattamento di fine rapporto, sarà possibile su base volontaria. Il lavoratore potrà chiedere di ricevere mese per mese fino al 100% della somma maturata nel corso dell’anno.
Alla fine ci guadagnerà solo lo Stato. A mettere in guardia i lavoratori sull'operazione che Matteo Renzi ha in mente per rilanciare l'economia, ovvero mettere il Tfr in busta paga, oggi ci pensa Repubblica. Che avverte: più Tfr in busta paga significa anche avere un reddito Isee maggiore e quindi meno agevolazioni per asili nido, mense scolastiche, tasse universitarie, minori detrazioni Tasi. E ovviamente più tasse di domani che il governo incassa oggi: dai 4 ai 6 miliardi di euro a seconda dell'ipotesi se il "salario differito" sarà al 50% o al 100%.


Il reddito Isee - Il Caf della Uil calcola che un dipendente con un reddito di 23 mila euro l’anno avrebbe una busta paga più pesante di circa 106 euro al mese a partire da gennaio 2015 con l’anticipo del 100%. Tutto ciò, spiega Valentina Conte, nel caso in cui (logico e favorevole) l’anticipo del Tfr sia tassato non come cumulo di reddito e dunque con un’aliquota Irpef più alta (sarebbe una stangata fiscale in piena regola). Ma in modo separato e agevolato, come avviene ora alla fine del rapporto di lavoro, con un’aliquota media pari a quella Irpef degli ultimi cinque anni (più un 11% della rivalutazione), dunque tra il 23 e il 25%. Ebbene, anche in quest’ultimo caso di tasse ridotte, salirebbe il reddito. Non quello imponibile ai fini Irpef, ma quello Isee. Che proprio dal 2015 ricomprende nel suo calcolo, giustappunto, anche tutti i redditi a tassazione separata, come appunto il Tfr, oggi esclusi.


Gli esempi - Un reddito Isee di 12.500 euro a Milano paga una tariffa di asilo nido pari a 103 euro mensili. Ma se quel reddito si alzasse anche solo di un euro per effetto del Tfr anticipato – la retta passerebbe a 232 euro: 129 euro in più al mese. Il costo della mensa scolastica a Roma è di 50 euro mensili per redditi Isee non superiori, anche qui, a 12.500 euro. Limite che un anticipo di liquidazione potrebbe violare, portando così la mensa a 54 euro. L’iscrizione all’università La Sapienza di Roma costa 549 euro l’anno, per i redditi Isee di 12 mila euro. Si passerebbe a 600 euro con un reddito poco sopra. A Bari chi ha un reddito Isee di 10 mila euro non paga la Tasi. Sarebbe rischioso accettare il Tfr nello stipendio, se poi questo comportasse l’obbligo di versare la tassa sulla casa e per giunta con aliquota massima, al 3,3 per mille. Conviene?

Fonte: Liberoquotidiano.it


Nessun commento :

Posta un commento