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martedì 21 ottobre 2014

La pericolosa vita dei bambini nelle miniere d’oro della Tanzania.


di Roberta Ragni

Hanno al massimo otto anni, ma lavorano notte e giorno nelle miniere d'oro che costellano tutto il territorio della Tanzania, il quarto più grande produttore d'oro dell'Africa. Sono piccoli minatori a cui è stata rubata l'infanzia. Invece di giocare, scavano pozzi profondi e instabili, lavorano sottoterra con turni fino a 24 ore, trasportano pesanti sacchi pieni dell'oro che acquisteremo.
Ogni giorno rischiano di rimanere vittime di crolli e incidenti con gli strumenti, così come di danni a lungo termine sulla salute a causa della polvere che respirano, dei carichi che trasportano e dell'avvelenamento per l'esposizione al mercurio, che attacca il sistema nervoso centrale e può causare disabilità permanente.


La loro vita fatta di sfruttamento è descritta per filo e per segno nel rapporto dell'Human Rights Watch "Toxic Toil: Child Labor and Mercury Exposure in Tanzania's Small-Scale Gold Mines". Il report si basa sulla realtà di 11 siti minerari a Geita, Shinyanga e Mbeya, e sulle interviste a oltre 200 persone, tra cui 61 bambini che lavorano nelle miniere. Il quadro che ne è emerge è disarmane: l'impiego di bambini nell'attività mineraria pericolosa è una delle peggiori forme di lavoro minorile che esistano.
Ragazzi e ragazze della Tanzania sono attirati dalle miniere d'oro dalla speranza di una vita migliore, ma si trovano bloccati in un vicolo cieco di pericoli e disperazione. Molti bambini che lavorano nelle miniere sono orfani o figli di famiglie poverissime. Human Rights Watch ha anche scoperto che intorno ai siti minerari le ragazzine subiscono spesso molestie sessuali, fino a diventare vittime della prostituzione. Oltre ai danni psicologici, rischiano di contrarre l'HIV e altre malattie sessualmente trasmissibili.

"Sulla carta, la Tanzania ha forti leggi che proibiscono il lavoro minorile nelle miniere, ma il governo ha fatto troppo poco per farle rispettare. Gli ispettori del lavoro devono visitare sia le miniere con licenza che quelle senza, e assicurare che i datori di lavoro affrontino sanzioni per l'utilizzo di lavoro minorile", tuona Janine Morna, che si occupa dei diritti minorili per Human Rights Watch.

Link: https://www.youtube.com/watch?v=38hbwakHwKY

Ma la colpa non è solo del governo della Tanzania. Anche la Banca Mondiale e i finanziatori occidentali del settore minerario dovrebbero impegnarsi seriamente (e non con progetti satellite e a sé stanti) per porre fine al lavoro minorile nel settore minerario e ridurre l'esposizione dei bambini e degli adulti al mercurio. L'industria dell'oro ha la responsabilità diretta dello sfruttamento di questi bambini e ragazzi.
Sono i piccoli commercianti, in genere, ad acquistare oro direttamente presso le miniere o nelle città minerarie l'oro, per poi venderlo ai grossisti. A volte l'oro passa attraverso diversi intermediari prima di raggiungere i commercianti che lo esportano. Secondo il governo della Tanzania, i piccoli minatori hanno prodotto circa 1,6 tonnellate di oro nel 2012, per un valore di circa 85 milioni di dollari.
La destinazione principale dell'oro dalle miniere di piccola scala della Tanzania sono gli Emirati Arabi. Ma grandi quantità vengono anche esportate in Svizzera, Sud Africa, Cina e Regno Unito. 
Cosa possiamo fare? 
Il primo passo è senza dubbio acquistare oro etico e sostenerlo. Proprio lo scorso settembre Fairtrade International ha annunciato che 12 miniere di Tanzania, Uganda e Kenya venderanno entro la fine di questo anno il primo oro etico dell'Africa
Anche firmare le petizioni che chiedono la fine dello sfruttamento minorile nelle miniere d'oro può essere importante.
Firma qui

Fonte: Greenme.it


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