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domenica 12 ottobre 2014

Jobs Act ... e vissero felici e scontenti.



Link:https://www.youtube.com/watch?v=WYuJFocIhVs



di Domenico Garreffa

Jobs Act per i lavoratori dipendenti:
La norma riguarda solo chi ancora non è assunto o passa da un'azienda all'altra: addio al reintegro per licenziamenti con motivazioni economiche. Il governo dovrà chiarire cosa intente per motivi disciplinari. La riforma sarà completa per la fine di maggio.
L’emendamento alla legge delega sulla riforma del mercato del lavoro, che sintetizza l’accordo della maggioranza e le intenzioni del governo, è vago,lo stesso vale per il tema delle mansioni, cioè  per quello che sarà dell’art. 13 dello Statuto dei Lavoratori, dove però si lascia immaginare che le imprese avranno più possibilità di demansionare, e potranno contare su mansioni più flessibili.
Viene alzata da 12 a 36 mesi la durata dei contratti a tempo determinato senza causale, cioè quelli per cui non è obbligatorio specificare il motivo dell’assunzione. La forza lavoro assunta con questo tipo di contratto non potrà essere più del 20 per cento del totale degli assunti.
I contratti a tempo determinato si potranno rinnovare fino a un massimo di otto volte in tre anni, sempre che ci siano ragioni oggettive e si faccia riferimento alla stessa attività lavorativa.
Salta l’obbligo di pausa tra un contratto e l’altro.
I contratti di apprendistato avranno meno vincoli. Per esempio per assumere nuovi apprendisti non sarà obbligatorio confermare i precedenti apprendisti alla fine del percorso formativo. La busta paga base degli apprendisti sarà pari al 35 per cento della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento.

È prevista inoltre l’abolizione del Durc (Documento unico di regolarità contributiva), il documento sugli obblighi legislativi e contrattuali delle aziende nei confronti di Inps, Inail e Cassa edile. Sarà sostituito da un modulo da compilare su internet.
Attraverso il Jobs Act, il governo Renzi pone al paese un nuovo patto per il lavoro, basato su un nuovo compromesso tra impresa e lavoratori, tra flessibilità e sicurezza.

Siamo in coda a tutte le classifiche per livello di produttività, per livelli salariali netti, per tasso di occupazione. Siamo da anni e anni il paese che cresce meno quando gli altri crescono e che arretra più gravemente quando gli altri arretrano. 
Mentre è necessario e urgente dar vita al welfare che ancora ci manca: un sistema universale di assicurazione contro il rischio disoccupazione, insieme ad un sistema di ricollocazione del lavoratore che perde il lavoro, verso un altro lavoro.
Il Jobs Act favorisce solo le aziende che intendono assumere, permettendogli di calpestare quel minimo di dignità che un lavoratore dipendente detiene, e con essa la professionalità che andrà persa.

Per l'ennesima volta il proprio lavoro umiliato e calpestato, reso un salvadanaio dal quale tirar fuori risorse, senza un progetto di sviluppo, ma soprattutto senza calcolare i costi di ritorno che una tale operazione potrebbe avere sulla qualità dei servizi e sulla tenuta del sistema pubblico di domani.


Link:https://www.youtube.com/watch?v=bWHsd_hhe1I

Il problema primario dimenticato è quello di stabilizzare il lavoro, invece di renderlo flessibile e mai stabile.
La produttività parte dai mercati, non dai lavoratori instabili e licenziabili.



Il cuneo fiscale è la somma delle imposte (ad esempio IRPEF) e delle detrazioni che gravano sul costo del lavoro.
Il loro importo ha ovviamente un riflesso sulla competitività delle aziende italiane sui mercati internazionali, in quanto ovviamente ha ricadute sui costi di produzione e quindi sui prezzi dei beni prodotti in Italia.




Quale azienda guardando questi grafici avrebbe interesse ad investire in territorio Italiano, pur avendo la libertà di licenziare liberamente i dipendenti.

Il Jobs Act non serve a niente per migliorare il paese, tranne a sminuire i diritti e la dignità del lavoratori.
Il tutto porta una ricaduta nella qualità dei prodotti made in Italy, in quanto la professionalità del lavoratore verrà destabilizzata e con essa l'esperienza accumulata, quella risorsa che ha permesso al paese di garantire un prodotto ed un servizio di qualità, riconosciuto in tutto il mondo.


Intanto.... un esempio qualunque, di realtà sociale:

Link:https://www.youtube.com/watch?v=LmoetKjHUgs


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