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giovedì 11 settembre 2014

La violenza domestica uccide più delle guerre.


Si muore di più per le violenze domestiche che sui campi di battaglia. Lo studio che vuole sollecitare le Nazioni Unite affinché presti più attenzione a questi tipo di abuso.
Vi siete mai chiesti in termini economici quanto costa, nel mondo, la violenza domestica?
Questa domanda se la sono posta due ricercatori dell’università di Oxford e di Stanford, Anke Hoeffler e James Fearon, e hanno cercato di rispondervi attraverso un corposo studio che ha analizzato sia i costi diretti, ossia i beni e servizi legati al trattamento e alla prevenzione della violenza, che i costi non monetari, dolore e sofferenze, passando per l’impatto dei moltiplicatori economici e sociali, ossia i contraccolpi sul mercato del lavoro a quelli sulle relazioni interpersonali.


La somma che ne viene fuori è impressionante: la violenza domestica, soprattutto su donne e bambini, uccide più delle guerre e costa ottomila miliardi di dollari all’anno.

Il dossier, commissionato dal Copenaghen Consensus Center, il think tank del sociologo danese Bjorn Londborg, sollecita le Nazioni Unite a prestare attenzione a queste forme di abuso, che essendo singole e più piccole, rispetto a conflitti armati, come quelli che stanno avvenendo in Siria o in Ucraina, sono anche prese meno in considerazione dalle Organizzazioni internazionali.
Secondo i calcoli di Hoeffler e Fearon, per ogni morto sul campo di battaglia, sono nove quelli che periscono per violenze domestiche.

Il nuovo studio si ispira a ricerche americane che hanno stimato, includendo mancati guadagni e spese per la giustizia, in 9,1 milioni di dollari il costo medio di un omicidio. Dalle risse domestiche ai conflitti armati, secondo Hoeffler e Fearon, la violenza costa al mondo 9.500 miliardi di dollari l’anno, per lo più in output economico mancato, e l’equivalente dell’11,2 per cento del Pil.

Questi costi tuttavia, secondo Hoeffler e Fearon, non derivano tanto dalle guerre civili – 170 miliardi annui – quanto agli omicidi e soprattutto alle migliaia di miliardi della violenza domestica che costano 650 miliardi.

Basandosi su costi stimati, lo studio valuta che gli abusi non letali sull’infanziarubano l’1,9 per cento del Pil nei paesi ricchi e fino al 19 per cento nelle nazioni povere dell’Africa sub Sahariana dove le punizioni corporali più severe sono comuni.

Secondo Lomborg la violenza in casa è spesso trascurata nello stesso modo con cui gli incidenti d’auto, che uccidono di più, attirano meno attenzione dei disastri aerei.
“Messe insieme le cifre, l’importante è ora non fermarsi a considerarne la portata, ma muoversi per trovare delle soluzioni efficaci” ha dichiarato.

Il Consensus Center di Copenhagen, dove lavorano più di cinquanta economisti, inclusi tre vincitori di Premi Nobel, produce analisi e strategie per combattere minacce globali come i cambiamenti climatici e la malaria.

Lo studio sulla violenza domestica ha come obiettivo quello di aiutare le Nazioni Unite a fissare le priorità per il 2030, dopo che saranno state affrontate quelle del 2000-2015, che includono il controllo della povertà e il miglioramento delle risorse idriche.

Fonte: ArticoloTre


Link:https://www.youtube.com/watch?v=EGDLF8AGxCk


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