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lunedì 22 settembre 2014

I papponi.


di Pasquino

L’indecenza di questo paese sembra non avere alcun limite. 

Mentre il paese muore, mentre gli anziani pensionati, a pochi euro al mese, rovistano nella spazzatura per trovare il loro sostentamento, mentre giovani e gente di mezza età fuggono all’estero o si suicidano per disperazione, il furto sistematico delle risorse economiche, il mantenimento di privilegi inaccettabili, perché fondati sull’esproprio delle necessità pubbliche, non solo rimangono inalterati, ma si alimentano, in quella corsa al “si salvi chi può” che fotografa la reale credibilità di questo governo e di quel personaggio da fumetti, estremamente pericoloso perché oramai in preda ad un delirio di onnipotenza che il folle voto delle europee gli ha concesso.


Eravamo fermi a quegli stipendi dei politici e dei dirigenti di aziende pubbliche che non hanno paragoni non solo in Europa, ma neanche nell’intero globo, a quei vitalizi che sono un vero e proprio insulto non solo a chi non riesce a mettere il piatto in tavola, ma a quei principi di eguaglianza di cui la nostra Costituzione è piena, agli emolumenti di chi girovaga nelle aule parlamentari, dal barbiere al portiere, che rimangono, intonsi, emblema di una casta che se ne strafrega delle reali condizioni del paese e che vuol far pagare il conto solo ai più deboli, a quella parte della popolazione che, stupidamente, non ruba, non evade, è onesta.

Ma all’appello mancavano i sindacati, quegli apparati stracolmi di nullafacenti, sempre pronti a firmare accordi a perdere per chi lavora ed ad impedire la nascita di rappresentanze di base, escludendole da ogni trattativa, assisi nei consigli di amministrazione di banche ed aziende pubbliche e private, gestori di fondi pensionistici fallimentari per chi ci ha aderito, proprietari della maggioranza dei Caf presenti sul territorio italiano, che, grazie ad una legge del 1996, la 564, usufruiscono di un “privilegiato” computo della propria pensione.

Nella serata del 17 settembre 2014, nella trasmissione “Le iene”, è andato in onda un servizio che svela quello che a molti, me compreso, era totalmente sconosciuto.( il servizio visibile QUI)
Questi signori, se così vogliamo ancora chiamarli, prendono una pensione basata sull’ultimo mese di stipendio, inserendo inoltre, nei loro organici, parenti, amici, conoscenti che, come d’incanto, si trovano ad essere “dipendenti” di un sindacato dove non hanno mai lavorato. Per tutti questi personaggi non vale il computo contributivo, non conta quanto hanno versato nelle casse dello Stato per il computo della pensione (come per noi comuni mortali è regola), basta che comunichino all’Inps l’importo dell’ultimo stipendio, vero o virtuale, ricevuto, per ottenere una pensione calcolata sullo stesso…
Un macigno che si abbatte sulle casse di un istituto, l’Inps, che ha già dovuto assorbire i sistemi fallimentari pensionistici dei dirigenti d’azienda e di altre “realtà” perennemente in perdita…cioè ha dovuto coprire le perdite di chi non aveva i soldi per ripianare le spese folli, senza alcuna copertura, che i privilegi dei loro iscritti prevedevano, gravando, così, su tutti noi !

Ma lo Stato italiano, ogni giorno di più nemico del suo popolo, non ha mai pensato, neanche lontanamente, di alleggerire l’istituto di gravami indegni, che rubano risorse e aggravano bilanci mantenuti esclusivamente da chi paga le tasse ed i propri contributi per intero, ma ha preferito rimanere le pensioni minime a livelli al di sotto della povertà, procrastinare l’accesso, a chi lavora da oltre 40 anni, alla pensione, cancellare gli accordi sottoscritti con gli esodati, lasciandoli senza stipendio e senza pensione, cancellare quegli aiuti necessari ai disabili veri che vivono nel nostro paese.
I papponi sembrano non aver mai smesso di mangiare neanche sul cadavere di un paese ridotto così dai loro furti e dai loro indecenti privilegi. La crisi economica, che sicuramente ha il suo peso, non è l’unica spiegazione di quanto accade in Italia, un paese nel quale il furto è quella regola che ha cancellato democrazie e solidarietà, che ha reso possibile, a pagliacci giovani e vecchi, di occupare lo spazio democratico e di cancellarne il senso morale, civile e materiale.
Una raccolta di firme, per cancellare questo ennesimo schiaffo, della legge 564/96, che permette alla casta sindacale di vivere di rendita grazie ai nostri sacrifici, è un impegno che questa piccola pagina si propone di portare avanti contando sull’aiuto di chi è stanco di essere preso per i fondelli da papponi senza arte né parte.

Fonte:Reset-italia.net


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