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mercoledì 3 settembre 2014

Banche poco trasparenti : troppo sporche.



Tanti gli inganni smascherati: poca trasparenza e privacy, niente soldi se non accetti certe condizioni, spesso illegali.


Ottenere un prestito è un’impresa. Risposte tipiche? “La banca non fa prestiti”. “Diamo finanziamenti solo a chi ha già un conto corrente da noi”. “Serve un garante”. Qualcuno addirittura chiede un po’ di soldi da investire in titoli della banca. Risultato: ottenere un prestito è complicatissimo anche se si è un cittadino affidabile e con un lavoro a tempo indeterminato. Due volte su dieci il prestito viene negato. L’inchiesta di Altroconsumo è andata alla ricerca delle scorrettezze di banche e finanziarie.


Le magagne smascherate e denunciate da Altroconsumo:
Sono così tante le pratiche scorrette emerse che per denunciarle tutte abbiamo dovuto rivolgerci a ben quattro autorità diverse (Banca d’Italia, AGCM, Ivass e Garante della Privacy). Ecco quali sono le irregolarità denunciate.


  • Niente SECCI: nel 63% dei casi non ci è mai stato consegnato il SECCI (Standard european consumer credit information), un modulo standard europeo di cui si ha diritto e che contiene tutte le informazioni necessarie sul prestito che ci è stato presentato, in modo da poterlo confrontare facilmente con altre offerte presenti sul mercato. Ma, naturalmente, a molti istituti di credito non conviene che i potenziali clienti ne capiscano troppo.
  • Richiesta di dati illegittima: altra irregolarità riscontrata è stata la richiesta di dati reddituali e personali in fase precontrattuale, quando non sono necessari. In molti casi, ci è stato anche richiesto di firmare l’autorizzazione  per accedere alle centrali di rischio, che raccolgono i dati sulla nostra affidabilità di debitori. In pratica si fa una preistruttoria, quando il cliente ha solo chiesto informazioni. Risultato? Da un lato, si scoraggia il cliente a girare più agenzie perché ogni volta deve dare tutte queste informazioni; dall’altro, accumulare più interrogazioni alle centrali rischi private coincide con richieste di prestito non rilasciate o non andate a buon fine, quindi il richiedente potrebbe essere considerato in futuro un cattivo candidato (così ci hanno dichiarato molti consulenti in banca, forse per scoraggiarci).
  • “Se vuoi il prestito, devi comprare la nostra polizza”: in ben il 35% dei casi gli operatori danno il prestito solo se si sottoscrive una polizza da loro venduta. Ma la legge afferma che se la banca o finanziaria obbliga il cliente a comprare una sua polizza per avere il finanziamento fa una pratica scorretta. La si può denunciare all’Antitrust. 
  • Polizza obbligatoria, ma senza confronto: nessuna banca o finanziaria che chiede una copertura assicurativa obbligatoria per rilasciare il prestito, ci ha consegnato i preventivi di altre due compagnie con cui non ha legami, come vuole la legge proprio per garantire la migliore scelta al cliente: tieni conto che la polizza costa in media 771 euro, ma c’è chi ci ha chiesto più di 1.800 euro (a Verona) e oltre 1500 (a Genova). Quindi confrontare diverse offerte serve.
Fonte: Altroconsumo


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