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giovedì 25 settembre 2014

A salvare l’Italia sarà la mafia: con lei Pil rivisto del 3,7% !


Paura per la stagnazione dell’economia? Tranquilli, la Mafia S.p.A riuscirà a risolvere tutto. Grazie a una maxi operazione di M&A con Camorra s.r.l e ‘Ndrangheta&Co, magari con una futura acquisizione della SacraCoronaUnita&Figli, Roma potrà camminare ancora a testa alta in Europa.

Tanto i suoi conti ormai non solo saranno a posto, ma potranno fare invidia alla migliore e più efficiente economia mondiale, gli Usa. Cosa importa se i numeri che “quadrano” nascono da proventi illegali.

Esa 2010

Non è forse l’Europa che da tempo ci chiede i bilanci a posto? Non è forse l’Europa che parla di rigore a tutti i costi anche a repentaglio della crescita? Ebbene, se vogliono i numeri alti, li avranno. Anche perchè è per loro stessa volontà, attraverso l’Eurostat, che i nuovi parametri per la misurazione del Pil saranno resi effettivi presto, è pubblici già dal 22 settembre. Ebbene si: da questo mese, secondo quanto dettato dai vertici, entra in vigore l’Esa 2010 ovvero il nuovo parametro per il calcolo del Pil che include anche i proventi illeciti, ufficialmente per rendere tutte le economie del Vecchio Continente, equiparabili tra loro.

Tra debito e Pil

Ufficiosamente, invece, la storia è diversa: non riuscendo a sconfiggere il Moloch del debito (e l’Italia lo sa bene), si riscrive il Pil, mettendoci dentro anche la peggiore delle zavorre e cioè la malavita organizzata (e l’Italia lo sa bene), per la serie: se non riesci a sconfiggerli alleati a loro. In realtà in paesi come la Germania e l’Olanda, la prostituzione e le droghe leggere già rientrano ampiamente nel calcolo della ricchezza . Si dà però il caso che queste “attività” siano anche ampiamente sotto l’ombrello normativo dello stato che le tassa, riuscendo ad avere da loro ricchezza (come è giusto che sia) e dando in cambio sicurezza a chi ne usufruisce e servizi sociali (e pensione) a chi “opera” nel settore. E in Italia? Siamo pronti a una rivoluzione del genere?

C'è Pil e Pil

Ciò che invece sorprende è un’altra cosa e cioè che il Pil ancora conti. In altre parole: perchè adottare parametri “negativi” e non, invece, altri parametri che potranno migliorare la situazione come indici su agricoltura e protezione dell’ambiente? Oppure, ancora meglio, lo stato di benessere del cittadino? La Cina ha uno dei Pil più alti (anche se in calo) ma la qualità della vita nelle megalopoli del Celeste Impero, tra smog e sfruttamento di ogni tipo, è il peggiore al mondo. Quindi? Barattare la salute e la dignità umana per la “ricchezza prodotta dal Paese”?

Crescita della Qualità della vita contro Crescita a prescindere. Anche perchè la "Crescita a tutti i costi" non è detto che sia sempre un vantaggio.

I (tanti) controsensi

A prescindere dalle domande di natura etica, resta una certezza: su questi numeri, quelli del Pil, vengono decisi anche i finanziamenti europei e la distribuzione dei fondi. Si crea così i l’assurdo paradosso che l’economia ufficiale (quella del Pil, appunto) vive grazie a un’illegalità che resterà tale, impunita per sempre, perchè combatterla, significherebbe combattere una vena (l’unica?) che porta forza al paese.

E ancora: perchè riformare un sistema, se poi alla fine basta affidarsi alla ditta Provenzano&Figli? Totò Riina nuovo Premier?


Per quanto riguarda l’Italia, le cifre sono di tutto rispetto: secondo fonti Istat, il lato “illecito” dell’economia è pari al 16% del nostro prodotto interno lordo (dati del 2008), mentre per quanto riguarda il Pil 2011, le stime sono già state riviste al rialzo del 3,7%, per un valore pari a 200 miliardi. In realtà si tratta di tutta la cosiddetta “economia non osservata” ovvero evasione, proventi illeciti ed economia sommersa in generale e che, alla fine, equipara la piccola evasione (per distrazione o anche solo per semplice disperazione) alla criminalità stessa.

Discorso analogo, quello che verrà fatto per le spese sugli armamenti, considerate alla voce “investimenti” così come quelle per la ricerca e lo sviluppo. In pratica, messe sullo stesso piano…

Che bello...W l'Italia...

Fonte:Trend-online.com







(clicca sull'immagine per ingrandire)



10 MOTIVI PER CUI E’ SBAGLIATO COMPRENDERE NEL CALCOLO DEL PIL L’ECONOMIA CRIMINALE.

di Saverio Berlinzani

1. Il pil misura la ricchezza e il benessere di una paese, e includere nel calcolo l’economia derivante da attività illecite vorrebbe dire sommare attività che producono un forte disagio sociale, senza creare ricchezza.
2. Non è vero che gli altri paesi includono le attività illecite nel pil ! Stati Uniti, Cina e Giappone non le comprendono; Per l’Europa occorrerà attendere il 30 settembre per sapere quale sarà la lista dei paesi che si adegua a questa regolamento. La Francia ha già fatto sapere che ne resterà fuori.
3. Verrebbe compromesso un indicatore importante per valutare l’efficacia delle politica economiche del Governo, senza più garantire una corretta comparazione con le economie degli altri Paesi,
4. Non è vero che si tratta di somme irrisorie. Secondo le statistiche dell’Istat, il pil criminale è pari a 15 miliardi di euro, pari all’1% del pil. L’Italia non ha una crescita superiore all’1% da almeno 3 anni, il 2013 è stato chiuso a -1,8%.
5. Verrebbero ridotti tutti i finanziamenti e gli aiuti concessi dall’Unione Europea calcolati in rapporto al pil. I fondi europei vengono infatti ripartiti su base regionale, e siccome aumenterebbe il pil teorico del sud, le regioni meridionali riceverebbero meno denaro in quanto avrebbero un pill maggiore.
6. Le attività criminali non sono misurabili scientificamente ma si tratta di pure stime! Ciò crea problemi di comparazione del pil italiano con quello degli altri paesi, rendendo il dato sul prodotto interno lordo completamente aleatorio.
7. Il pil serve anche per misurare la capacità di un paese di far fronte ai suoi debiti. Includere queste risorse è puramente illusorio in quanto le attività criminali non creano entrate per lo Stato, anzi spesso sono fonte di uscite. Molti dei proventi di questo settore, infatti, sono trasferiti e occultati all’estero.
8. I benefici in termini di contabilità nazionale sarebbero in ogni caso circoscritti solo al primo anno di applicazione; di contro si creerebbe un pericoloso precedente nell’alterazione degli indicatori statistici economici del paese.
9. Un paese che soffre come il nostro, dei danni che l’economia illecita provoca in vaste aree del territorio, non può far entrare nel calcolo del pil le pseudo risorse provenienti dalle attività illecite che mortificano invece lo sviluppo dell’economia, alterano la concorrenza e scoraggiano gli investimenti.
10. Dal punto di vista razionale si produrrebbero dei risultati paradossali: ogni caso di successo nella lotta alla delinquenza si trasformerebbe in un danno valutabile sotto il profilo macroeconomico. Dal punto di vista sociale verrebbe così mortificata l’attività di migliaia di uomini e donne delle forze dell’ordine e della magistratura impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata.

Fonte:vincitorievinti.finanza.com



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