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venerdì 22 agosto 2014

Bambini strappati ai genitori. In Italia un’affare da 1,5 miliardi di euro l’anno.



di Gianni Lannes

Lo Stato (magistrati, assistenti sociali e psicologi) toglie i bambini ai poveri per darli ai ricchi. Quanti potenti in divisa, doppiopetto e toga sorvolano le normali procedure e si aggiudicano a piacimento i minori che pretendono ad uso e consumo?
Nel Belpaese ogni giorno – mediamente – vengono portati via 80 bambini ai genitori naturali, strappati alla famiglie d’origine per rinchiuderli in centri “casa-famiglia” per anni. Quasi il 77 per cento dei minori viene allontanato per “metodi educativi non idonei” e per l’ “impossibilità di seguire i figli”. In Italia, più di 32mila bambini vengono chiusi nelle comunità o dati in affidamento.  Il numero di bambini senza famiglia è oscillato negli ultimi anni tra i 15mila e i 20mila. In realtà, dopo ben 13 anni, si è ancora inattesa di un censimento così come stabilito dalla legge 149/2001 (progressiva chiusura degli orfanotrofi, inserimento dei bambini nelle famiglie attraverso lo strumento dell’affido, per arrivare gradualmente a un’adozione, o all’inserimento dei minori nelle case famiglia).

I tribunali hanno appaltato tutto all’esterno. Il processo è uscito dalla base delle prove, per trasformarsi in un vergognoso approfondimento psicologico. Così gli assistenti sociali hanno diritto di vita e di morte sulle persone. Basta uno screzio tra due coniugi per dipingere patologie incurabili, che legittimano la fulminea e definitiva sottrazione dei figli.
In Italia attualmente ci sono oltre 20 mila giovani – tra neonati, bambini e ragazzi – ospitati da strutture di accoglienza. Sono istituti riservati a chi è stato allontanato dai genitori naturali o non li ha proprio mai conosciuti. Solo uno su cinque di questi ospiti viene assegnato (con adozione o affido) dai tribunali alle famiglie che ne fanno richiesta. Il motore che alimenta questa anomalia italiana è un buco nero dove le cause nobili lasciano il posto ai meri affari. Ogni ospite che risiede in una casa-famiglia costa dai 70 ai 200 euro al giorno. La retta agli istituti (sia religiosi sia laici) viene pagata dai Comuni. Soldi pubblici erogati fino a quando il bambino resta “in casa”. Un giro d’affari che si aggira intorno ad 1 ,5 miliardi di euro l’anno. Tanto ricevono le oltre 1.800 case famiglia italiane per mantenere le loro quote di minori. Chi controlla il loro operato, anche amministrativo. Non esiste un monitoraggio ufficiale a livello nazionale. Si conosce pochissimo di questi inferni e di quello che accade all’interno. Una banca dati c’è ma è insufficiente e non esiste un censimento. C’è soltanto un database all’italiana che non contempla anche i casi, numerosissimi, di affido.
Chi lucra sulla pelle di migliaia di bambini e adolescenti?  Perché i bambini vengono reclusi in autentici lager? Ogni vita un’odissea. E così ne approfittano anche gli insospettabili pedofili e i vivisezionatori a caccia di pezzi umani di ricambio. Nel 2013 sono svaniti più di 3 mila minori nello Stivale.

I bambini sono il futuro e una civiltà si distingue per il grado di attenzione, amore e di protezione che accorda loro. Ma in Italia vige la legge toscana del Forteto. Vero Renzi?

Fonte: Sulatesta GianniLannes



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