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giovedì 31 luglio 2014

Devis Bonanni: Il cambiamento comincia spalando letame.



di Domenico Garreffa


Devis Bonanni, classe 1988, è un ragazzo friuliano che nel 2008 ha deciso di impostare la sua vita in modo “autosufficiente” e vicino alla natura.
Devis ha lasciato il posto fisso dopo cinque anni come informatico assunto a tempo indeterminato, per dedicarsi al contatto con la terra.
Così nasce il suo eco-villaggio “Pecora Nera”,( qui il sito) adesso vive di ciò che cresce nel suo appezzamento attraverso consumi naturali e il riutilizzo delle risorse.
Per le spese gli bastano 200 euro al mese che guadagna vendendo gli eccessi delle sue coltivazioni, giusto quello che serve per le bollette.



Si muove in bicicletta anche quando deve fare molti chilometri, risparmiando in benzina, assicurazione, bollo, meccanico, ecc...
La sua casa di legno è aperta a tutti coloro che vogliono passare del tempo in mezzo al verde, offrendo vitto e alloggio in cambio di due braccia e un po’ di sudore.
Ha scritto anche un libro intitolato appunto Pecoranera, dove racconta la genesi delle sue scelte e la sua vita concreta.

Link:https://www.youtube.com/watch?v=GyNXIhXkJgo

Un amico gli disse che "era troppo intelligente per lavorare la terra", ma lui pensò che fosse troppo intelligente "per non lavorarla".

Link:https://www.youtube.com/watch?v=-fYJf_MUKJE


E’ proprio vero, il cambiamento inizia spalando il letame: quello necessario a produrci il cibo per vivere, e quello di cui è sommerso il nostro spirito e il nostro senso del coraggio nella sfida per la propria vita.
Solo cancellando anni di condizionamenti culturali potremo sperare di ritrovare gli elementi fondamentali per i veri desideri personali.
Lo scopo vero dell’agricoltura non è far crescere i raccolti, ma la coltivazione è il perfezionamento degli esseri umani.
La gente a volte lavora di più di quello che ha bisogno per le cose che desidera, e alcune delle cose che desidera non ne ha bisogno.
Siamo perennemente incatenati alla cultura sociale, viviamo dimenticando che stiamo semplicemente usando la vita, senza realmente crearcela.



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