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domenica 22 giugno 2014

Attualità in Poesia (2)



Di Giorgia Soresina- Altruismo… (parola ormai dimenticata!)

La vita dura che a volte fa soffrire e
tu che credi di essere l'unico, il solo
al mondo ad avere avuto dei dolori, a
soffrire… il tuo comportamento, la tua
freddezza, la tua paura come se solo tu
avessi sofferto…
e allora chiedi…
chiedi ad una ragazza violentata che voleva
darsi solo al suo uomo…
chiedi ad un bambino orfano che voleva solo
due genitori…
chiedi ad un giovane uomo che perde moglie e
figlio in un incidente e che voleva solo vivere
con chi amava…
chiedi ad un malato di AIDS che non vuole
solo morire…
chiedi ad una prostituta schiava della strada
che vuole solo la sua libertà…
chiedi ad un bambino del Terzo Mondo che
muore di fame e che vuole solo mangiare…
chiedi ad una persona che sta morendo di
tumore e vuole solo vivere…
chiedi a chi vuoi, chiedi a chiunque…
e quando le tue orecchie saranno pronte per
ascoltare ed i tuoi occhi saranno pronti per
vedere… ti accorgerai che il mondo è pieno di
sofferenza, che non sei solo, che il mondo è
fatto di gente come te…
…e allora non pensare a te, tendi ad un altro
la mano che tu avresti voluto,
magari il suo dolore e la sua sofferenza non
passeranno,
ma saranno più sopportabili,
perché non si sentirà più solo…


Di Octavio Paz, premio Nobel per la letteratura nel 1990.
Dire : Fare
Tra ciò che vedo e dico,
tra ciò che dico e taccio,
tra ciò che taccio e sogno,
tra ciò che sogno e scordo,
la poesia.
Scivola
tra il sì e il no:
dice
ciò che taccio,
tace
ciò che dico,
sogna
ciò che scordo.
Non è un dire:
è un fare.
È un fare
che è un dire.
La poesia
si dice e si ode:
è reale.
E appena dico
è reale,
si dissipa.
È più reale, così?

2
Idea palpabile,
parola
impalpabile:
la poesia
va e viene
tra ciò che è
e ciò che non è.
Tesse riflessi
e li stesse.
La poesia
semina occhi nella pagina,
semina parole negli occhi.
Gli occhi parlano,
le parole guardano,
gli sguardi pensano.
Udire
i pensieri,
vedere ciò che diciamo,
toccare
il corpo dell'idea.
Gli occhi
si chiudono,
le parole si aprono. 

Di Giorgia Soresina - Ho visto ...

Ho visto gente morire per le strade, morire
di fame!
Ho visto tanti handicappati bisognosi
d’aiuto!
Ho visto molti anziani soli, abbandonati
negli ospizi!
Ho visto per televisione le bombe, le armi,
le guerre!
Ho visto molte siringhe per terra.
Ti assicuro che ho visto veramente tanto...
anche se ho fatto veramente poco!

Di Eugenio Montale - La vita in prosa
Il fatto è che la vita non si spiega 
né con la biologia
né con la teologia.
La vita è molto lunga
anche quando è corta
come quella della farfalla - 
la vita è sempre prodiga
anche quando la terra non produce nulla.
Furibonda è la lotta che si fa
per renderla inutile e impossibile.
Non resta che il pescaggio nell’inconscio
l’ultima farsa del nostro moribondo teatro.
Manderei ai lavori forzati o alla forca
chi la professa o la subisce. È chiaro che l’ignaro
è più che sufficiente per abbuiare il buio. 
Di Roberto Pazzi - Acqua
Quando ho sete faccio scorrere
a lungo l’acqua, vorrei poterla
bere più fresca, sempre più fresca.
Mi è capitato di non potermi decidere
e rimanere col bicchiere vuoto in mano,
pensando all’acqua che berrei
se attendessi ancora un po’.
E’ una differenza così leggera,
da riempire il mare nell’attesa:
c’è qualcosa di così mortale
nell’acqua, che ieri ho tremato
sentendo un bambino dire: “ho sete”.
di Kahlil Gibran - I vostri figli
I vostri figli non sono figli vostri:
sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi e tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore,
ma non le vostre idee,
perché essi hanno le loro idee.
Potete dare una casa al loro corpo,
ma non alla loro anima,
perché la loro anima abita la casa dell’avvenire
che voi non potete visitare
nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo,
ma non pretendere di renderli simili a voi,
perché la vita non torna indietro
né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive,
i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio
sul sentiero dell’infinito
e vi tiene tesi con tutto il suo vigore
affinché le sue frecce
possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia
nelle mani dell’Arciere,
poiché Egli ama in egual misura
e le frecce che volano
e l’arco che rimane saldo.

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