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domenica 30 marzo 2014

Gino Strada : C'era una volta...un pianeta chiamato Terra.


Gino Strada è un chirurgo italiano. 
Si è laureato in Medicina, a Milano nel 1978. Ha lavorato all‘ospedale di Rho e fino al 1988 ha fatto pratica nel campo del trapianto di cuore. Nello stesso anno si è specializzato in Chirurgia traumatologica e nella cura delle vittime di guerra. 

Negli anni a seguire, ha prestato servizio al Comitato Internazionale della Croce Rossa, in varie zone di guerra come: Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia-Erzegovina ecc...
Difficile trovare uomini che della loro professione, ne fanno una passione di vita, rivolta alle persone bisognose.
Nel 1994 Gino Strada ha fondato Emergency, un’associazione a favore delle vittime delle guerre civili, attualmente la figlia è il Presidente dell'associazione.
Un uomo che la rete vorrebbe da anni come premio Nobel per la pace, ed in molti un anno fa circa lo desideravano come Presidente della Repubblica Italiana.

Recentemente è stato ospite della trasmissione"Servizio Pubblico" (27/3/14) la quale è scaturita una lite con l'ex Ministro della difesa Mario Mauro, riguardo gli F35 e la guerra in Afganistan,che allego in questi video:


Link:https://www.youtube.com/watch?v=wHWcjH4Pxyw


Link:https://www.youtube.com/watch?v=IwNxZq7CErw


Una piccola NOTA per l'ex Ministro Mauro :
(clicca sull'immagine per ingrandire)
[Nel paragonare la nostra spesa militare con quella di Russia e Cina, negli ultimi 10 anni vero che è aumentata di oltre il 100%,( proprio in questo mese in Cina un ulteriore 12 % , leggi QUI) da noi sono state tagliate del 1,7% .
Mentre negli ultimi 10 anni, lo stato Italiano ha preferito tagliare le spese sociali (sanità scuola etc.) di oltre l’70%, quindi molto più delle spese militari. 
Altre cifre scandalose si trovano cliccando QUI.
Senza tenere in considerazione che in Russia e Cina, le economie sono sempre in sviluppo, a differenza dell'Italia.]







La politica Nazionale ormai fatica a seguire la situazione reale del proprio paese, figuriamoci la situazione Mondiale, i politici avvolti nella sfera delle sovvenzioni, e dei rimborsi economici per ogni passo compiuto, nonostante i lauti stipendi delle cariche istituzionali, perdono il senso della realtà, offrendosi come burattini da gestire alle Nazioni più potenti, perchè la loro vocazione è quella dei privilegi, certamente non quella rivolta ai cittadini.

Bisogna prendere atto che è grazie a persone come Gino Strada che l'Italia, viene riconosciuta nei paesi in guerra come come VERA missione di pace, per la sua associazione Emergency. 

Per noi che non possiamo agire personalmente, possiamo interagire donando il nostro 5 per mille ad Emergency.
Qui le istruzioni :http://www.emergency.it/cinque-per-mille.html?gclid=COrc2_Svur0CFWjKtAod9AoAJg


Le persone capaci di pensare agli altri, prima che a se stesso, si riconoscono dalle loro espressioni, Gino Strada è un esempio.

C ‘era una volta un pianeta chiamato Terra. Si chiamava Terra anche se, a dire il vero, c’era molta più acqua che terra su quel pianeta. 
Gli abitanti della Terra, infatti, usavano le parole in modo un po’ bislacco. 
Prendete le automobili, per esempio. 
Quel coso rotondo che si usa per guidare, loro lo chiamavano “volante”, anche se le macchine non volano affatto! Non sarebbe più logico chiamarlo “guidante”, oppure “girante”, visto che serve per girare? 
Anche sulle cose importanti si faceva molta confusione.

Si parlava spesso di “diritti”: il diritto all’istruzione, per esempio, significava che tutti i bambini avrebbero potuto (e dovuto!) andare a scuola. Il diritto alla salute poi, avrebbe dovuto significare che chiunque, ferito, oppure malato, doveva avere la possibilità di andare in ospedale. 
Ma per chi viveva in un paese senza scuole, oppure a causa della guerra non poteva uscire di casa, oppure chi non aveva i soldi per pagare l’ospedale (e questo, nei paesi poveri, è più la regola che l’eccezione), questi diritti erano in realtà dei rovesci: non valevano un fico secco. 
Siccome non valevano per tutti ma solo per chi se li poteva permettere, queste cose non erano diritti: erano diventati privilegi, e cioè vantaggi particolari riservati a pochi. A volte, addirittura, i potenti della terra chiamavano “operazione di pace” quella che, in realtà, era un’operazione di guerra: dicevano proprio il contrario di quello che in realtà intendevano. 
E poi, sulla Terra, non c’era più accordo fra gli uomini sui significati: per alcuni ricchezza significava avere diecimila miliardi, per altri voleva dire avere almeno una patata da mangiare. 
Quanta confusione! Tanta confusione che un giorno il mago Linguaggio non ne potè più. 
Linguaggio era un mago potentissimo, che tanto tempo prima aveva inventato le parole e le aveva regalate agli uomini. 
All’inizio c’era stato un po’ di trambusto, perché gli uomini non sapevano come usarle, e se uno diceva carciofo l’altro pensava al canguro, e se uno chiedeva spaghetti l’altro intendeva gorilla, e al ristorante non ci si capiva mai. 
Allora il mago Linguaggio appiccicò ad ogni parola un significato preciso, cosicché le parole volessero dire sempre la stessa cosa, e per tutti.
Da allora il carciofo è sempre stato un ortaggio, e il gorilla un animale peloso, e non c’era più il rischio di trovarsi per sbaglio nel piatto un grosso animale peloso, con il suo testone coperto di sugo di pomodoro. Questo lavoro, di dare alle parole un significato preciso, era costato un bel po’ di fatica al mago Linguaggio. 
Adesso, vedendo che gli uomini se ne infischiavano del suo lavoro, e continuavano ad usarle a capocchia, decise di dare loro una lezione. <Le parole sono importanti> amava dire <se si cambiano le parole si cambia anche il mondo, e poi non si capisce più niente> Una notte, dunque, si mise a scombinare un po’ le cose, spostando una sillaba qui, una là, mescolando vocali e consonanti, anagrammando i nomi. 
Alla mattina, infatti, non ci si capiva più niente. 
A tutti gli alberghi di una grande città aveva rubato la lettera gi e la lettera acca, ed erano diventati… alberi! 
Decine e decine di enormi alberi, con sopra letti e comodini e frigobar, e i clienti stupitissimi che per scendere dovevano usare le liane come Tarzan. 


Alle macchine aveva rubato una enne, facendole diventare macchie, e chi cercava la propria automobile trovava soltanto una grossa chiazza colorata parcheggiata in strada. Alle torte invece aveva aggiunto una esse, erano diventate tutte storte, e cadevano per terra prima che i bambini se le potessero mangiare. Erano talmente storte che non erano più buone nemmeno per essere tirate in faccia. Nelle scuole si era anche divertito ad anagrammare, al momento dell’appello, la parola presente, e se prima gli alunni erano tutti presenti, adesso erano tutti serpenti, e le maestre scappavano via terrorizzate. Poi si era tolto uno sfizio personale: aveva eliminato del tutto la parola guerra, che aveva inventato per sbaglio, e non gli era mai piaciuta.
Così un grande capo della terra, che in quel momento stava per dichiarare guerra, dovette interrompersi a metà della frase, e non se ne fece nulla. 
Inoltre aveva trasformato i cannoni in cannoli, siciliani naturalmente, e chi stava combattendo si ritrovò tutto coperto di ricotta e canditi. Andò avanti così per parecchi giorni, con le scarpe che diventavano carpe e nuotavano via, i mattoni che diventavano gattoni e le case si mettevano a miagolare, il pane che si trasformava in un cane e morsicava chi lo voleva mangiare. 
Quanta confusione! 
Troppa confusione, e gli uomini non ne potevano più. 

Mandarono quindi una delegazione dal mago Linguaggio, a chiedere che rimettesse a posto le parole, e con loro il mondo. <E va bene> disse Linguaggio <ma solo ad una condizione: 
che cominciate a usare le parole con il loro giusto significato.> <I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi. 
Uguaglianza deve significare davvero che tutti sono uguali e non che alcuni sono più uguali di altri. 
E per quanto riguarda la guerra…> <Per quanto riguarda la guerra> lo interruppero gli uomini <ci abbiamo pensato… tienitela pure: 
è una parola di cui vogliamo fare a meno.>


Questa favola è stata scritta da Gino Strada e sua figlia, rivolta ai bambini, per spiegare il senso ed il valore delle parole.
Parole come "diritto, pace, uguaglianza"

Parole che i grandi ne hanno smarrito il senso.

C'è un modo per rimediare alle dimenticanze dei grandi: 
contribuire alle attività di Emergency che non ti costa nulla.
Devolvere il 5 per mille della tua dichiarazione dei redditi a Emergency: 
Il codice fiscale è 971 471 101 55. 

Grazie al tuo 5 per mille, Emergency potrà curare GRATUITAMENTE le vittime della guerra e della povertà nei suoi ospedali, centri chirurgici, centri pediatrici, centri di maternità, posti di primo soccorso, centri sanitari, poliambulatori, ambulatori mobili e centri d'eccellenza in, Afghanistan e in Iraq. 
Potranno curare i bambini nei Centri pediatrici in Repubblica Centrafricana, Sierra Leone e in Sudan.
E continueranno a lavorare sempre e di più anche in Italia, curando migranti e persone in stato di bisogno nei nostri Poliambulatori.
Per maggiori info: http://www.emergency.it/index.html



Link:https://www.youtube.com/watch?v=e1qsB06s9T8

Link:https://www.youtube.com/watch?v=nGFdIm6hvcU





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