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venerdì 28 marzo 2014

Biomassa , energia rinnovabile che brucia senza rinnovare.


Partendo da una sintetica spiegazione della biomassa: 
Si intende per biomassa ogni sostanza organica (vegetale o animale) che non ha subito alcun processo di fossilizzazione ,prodotto delle coltivazioni agricole e della forestazione, compresi in parte derivanti dall’attività biologica degli animali e dell’uomo, e che viene utilizzata per la produzione di energia.
La biomassa può essere utilizzata in vari modi:
Bruciata per produrre energia termica ed elettrica ,fermentata in appositi digestori dove alcuni batteri la trasformano in gas;
produzione di biocarburante ( etanolo o alcool etilico da cereali e ortaggi ricchi di zucchero) che può essere impiegato come combustibile per i mezzi di trasporto, in sostituzione di benzina e diesel.
In tutto il mondo si stanno destinando alla produzione di biocarburanti terreni che prima erano destinati alla produzione alimentare. 
Questo è uno dei fattori che ha causato l'aumento generale dei prezzi di generi alimentari di prima necessità come grano, zucchero, mais. Di ciò ne risentono le popolazioni più povere, con un rischio ancor più grave di aumentare la fame nel mondo.

La crescita dell'accaparramento dei terreni soprattutto in Africa è dovuta per il 50% alla coltivazione di biocarburanti. Entro il 2040 saranno necessari alla loro sussistenza 100 milioni di ettari di terre.
l'Africa subsahariana è il principale target, con 34,3 milioni di ettari, di cui 18,8 milioni per biocarburanti: Etiopia, Malawi, Mozambico, Nigeria, Sudan, Tanzania e Uganda sono i paesi più sfruttati per gli investimenti in biocarburanti. 
Queste zone sono di particolare attrazione per gli investitori in bioenergie per  la loro collocazione geografica, per il potenziale di crescita agricola e soprattutto per la disponibilità di terra a basso costo.




Proprio nelle stesse terre dove esiste il più alto tasso di denutrizione mondiale, dove ogni 5 secondi un bambino su 10 muore di FAME, e di malattie ad essa collegate.
Questo è un crimine contro l'umanità, valorizzare ed incentivare la biomassa come energia del futuro.
Motivando le multinazionali con incentivi a speculare, nel coltivare le terre per alimenti e destinarli ad essere bruciati, maggiormente dove le terre sono indice di risorsa per le popolazioni.
Il serbatoio di un’automobile di media taglia ha un volume di 50 litri, per produrre 50 litri di bioetanolo devono essere distrutti 358 kg di cereali.
In Zambia, i cereali rappresentano la fonte principale di alimentazione, con 358 kg di cereali, un bambino potrebbe avere abbastanza cibo per alimentarsi un intero anno.
                         (clicca sull'immagine per ingrandire)

L’industria dei biocarburanti deriva da un matrimonio tra le imprese del settore agro-alimentare e le grandi aziende petrolifere, che sono perfettamente a conoscenza del fatto che questo nuovo business sta infliggendo una distruzione e un livello di sofferenza assolute.

I produttori di biocarburante, più potenti al mondo, hanno il loro quartier generale negli Stati Uniti, ogni anno ricevono miliardi di dollari di aiuti governativi.
George W. Bush è stato colui che ha inaugurato il programma del biocarburante. Nel gennaio del 2007 fissò l’obiettivo da raggiungere: nei successivi dieci anni, gli Stati Uniti avrebbero dovuto ridurre del 20% il proprio consumo di combustibili fossili (petrolio,carbone) e moltiplicare per sette la produzione di biocarburante.

Questo perchè gli Stati Uniti bruciano mediamente in un giorno 20 milioni di barili di petrolio, ovvero circa un quarto della produzione mondiale.(12 milioni di barili al giorno derivati dalle importazioni)

Nel 2011, Barack Obama ha destinato 6 miliardi di dollari di fondi pubblici, a queste aziende che hanno bruciato il 38,3% del raccolto dei cereali, contro il 30,7% del 2008. 
Proprio dal 2008, i prezzi dei cereali nel mercato mondiale hanno visto un aumento del 48%.
(Fonte dati http://www.globalresearch.ca/ )
Nonostante la popolazione mondiale è in crescita, di pari passo con il consumo di alimenti, e questo avrebbe dovuto far scendere i prezzi in modo semplice, invece togliendo terra destinata all'alimentazione, i produttori della rimanente hanno alzato i prezzi.


In questo video tratto da REPORT, pone una visione completa, maggiormente dal minuto 6:10

Link:https://www.youtube.com/watch?v=SGsdUY0iQVw

Le energie rinnovabili sono quelle fonti di energia il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali. 
Per loro caratteristica le energie rinnovabili si rigenerano o sono da considerarsi inesauribili, come l'energia solare, l'energia eolica.
Le biomasse distruggono sempre più, rispetto la richiesta della popolazione.
Per quello che riguarda le politiche, e le multinazionali, siamo tutti consapevoli che si nutrono di avidità priva di buon senso, la storia ci insegna.
Ma anche noi cittadini seguiamo loro con le nostre scelte:
L'energia di biomassa, destinata al riscaldamento ha subito un impennata del 9% all'anno, sempre più scelgono nelle proprie case il biotermocamino alimentato a pellet o mais.
Quest'ultimo è stato definito il petrolio giallo, il potere calorifico del mais (6.000 kcal/kg con una umidità intorno al 15%) è più alto di circa il 30% rispetto al pellet e del 50% rispetto alla legna,  il prezzo è tra i più bassi in fatto di combustibili, non emana fumi ed il residuo secco è circa uguale a quello del pellets.

Per questi vantaggi, il mais sta divenendo una risorsa da bruciare, come le vite che si potrebbero alimentare evitando questa scelta di combustibile. Tra tutte le materie prime proposte come ecosostenibili, questa è inaudita, davvero senza criterio, decisamente intollerante nel calpestare il rispetto di un etica mondiale; per ogni manciata di mais bruciato, si perde il valore della vita.











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