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mercoledì 1 maggio 2013

Energia rinnovabile, per rinnovare il Mondo.



La richiesta di petrolio nel mondo è illimitata, per via dei suoi derivati,

1 barile contiene 159 litri di greggio, pari a circa 135 chili. Servono circa 2 chili di petrolio per fare 1 kg di plastica per alimenti.
Tenuto conto che una bottiglia da un litro e mezzo pesa circa 40 grammi, da un barile si possono produrre qualcosa come 1.750 bottiglie.
Dove finisce un barile di petrolio:
- 55% in carburanti (23% gasolio auto, 22% benzina)
- 20% in olio combustibile per utilizzi industriali o per la produzione elettrica
- 10% in gasolio 
- 7% in kerosene (trasporti aerei)
- 5% in gpl auto e riscaldamento
- 5% in bitumi (asfalto)
- 3% in lubrificanti


altre minime parti vengono utilizzate per farmaci,abbigliamento,componenti elettronici,alimenti,ecc...
In Italia consumiamo mediamente 5 litri di petrolio al giorno per persona, ossia circa un barile di petrolio al mese. Il consumo di petrolio annuale medio per una famiglia di 4 persone in Italia si aggira quindi intorno a 7.760 litri.
Attualmente nel mondo si consuma complessivamente l’equivalente di 170 milioni di barili di petrolio al giorno, ovvero 10 miliardi di tonnellate all’anno. La tonnellata equivalente di petrolio è l’energia termica sviluppata dalla combustione completa di una tonnellata di petrolio ed equivale a 7,5 barili di quel prodotto. 
Le fonti energetiche consumate nel mondo sono così suddivise: 35% è petrolio; 24% carbone; 21% gas naturale; 11% biomasse (inclusa la legna); 6% energia nucleare; 2% energia idroelettrica; e infine non più dell’1% fra eolico, fotovoltaico e geotermico. Quindi, come si può vedere, circa l’80% dell’energia che si consuma nel mondo proviene dai combustibili fossili.

Le famiglie italiane consumano ogni anno circa il 30% dei consumi energetici totali del nostro Paese. L’energia consumata da una famiglia media di 4 persone richiede nelle centrali elettriche la combustione di circa 2 kg di petrolio al giorno e libera nell’atmosfera circa 2800 litri di CO2. 
Il riscaldamento invernale, dopo il traffico, è la maggiore causa di inquinamento delle città. (alcune malattie procurate dall'inquinamento nel mio post del 19 marzo)
Da 150 anni il nostro sviluppo è basato quasi unicamente sullo sfruttamento del petrolio. I governi,nonostante da anni si parli del problema,non hanno sviluppato tecnologie alternative e valide per tenere in piedi il sistema così come è strutturato oggi.


Attualmente l’Italia importa l’83% dell’energia che si consuma di cui il 46% è petrolio, il 34% metano, il’10% carbone e il 9% elettricità (prodotta soprattutto dalle centrali nucleari francesi, ma anche svizzere e slovene).

Nonostante la bolletta della luce prosegue con maggiorazioni di imposte a carico dell'utente:



i fondi invece che alle rinnovabili vere sono andati ad incrementare l’uso di energie inquinanti, a tutto beneficio dei petrolieri.




Passare dai combustibili fossili (petolio,Gas) alle fonti rinnovabili non è più una scelta,ma una necessità, non sarebbe la prima volta che l’umanità si troverebbe a passare da una sorgente energetica ad un’altra. 
È avvenuto per la legna che ha lasciato il passo al carbone, è avvenuto per il carbone che ha lasciato il passo al petrolio, 
L’età della pietra non è finita perché si esaurirono le pietre.
Valutando quello che alcune tesi sostengono, le riserve di petrolio dureranno altri 40 anni ai livelli di consumo attuali,
questo comporterà un continuo vertiginoso aumento, non è difficile prevedere che la mancanza mondiale di petrolio sarebbe l'origine di una sempre maggiore instabilità internazionale, che sfocerebbe in nuove guerre per il controllo delle risorse rimanenti.
Basterebbe pensare oggi per domani, per non farci sorprendere nel dopo domani.

In riguardo alla insufficiente disponibilità futura di petrolio  ,per coprire la richiesta le compagnie petrolifere continuano a cercare nuove zone da trivellare, insensibili ai danni creati fin'ora (basta leggere questa tabella) inconsapevoli che la loro ricchezza di oggi, sarà la povertà di domani , disinteressati totalmente nell'interesse futuro del pianeta , da diverso tempo stanno cercando di trivellare l'Artico ( maggiori info qui) nei primi mesi del 2013 sembra che la Shell abbia abbandonato il progetto, ma Greenpeace non convinta delle intenzioni della compagnia petrolifera, ha presentato una petizione on line per salvaguardare l'Artico per sempre, a questo link:
http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/Chiedi-a-Obama-di-fermare-Shell/
Basta mettere la propria e-mail , per confermare l'invio di questa lettera al Presidente Obama:


Oggetto: Vieta le trivellazioni nell'Artico. Per sempre.

Caro Presidente Obama,
Shell ha appena annunciato di rinunciare per quest'anno ai suoi piani di trivellazione nelle acque artiche al largo delle coste dell'Alaska.
Shell avrebbe dovuto essere il meglio del meglio ma il tentativo fallito di trivellare nell'Artico la scorsa estate, seguito da una lunga lista di incidenti e di quasi-disastri, è una chiara indicazione che anche le 'migliori' compagnie non possono riuscirci.
Signor Presidente, è tempo di dimostrare la forza della leadership. Le trivellazioni nell'Artico hanno avuto la loro possibilità. Ora è tempo di abbandonare la dipendenza dalle fonti fossili e investire nell'energia pulita come l'eolico e il solare.
Le chiedo con urgenza di fare il primo passo verso un futuro di energie pulite e dichiarare l'Artico libero dalle perforazioni petrolifere, per sempre.



Prima che il Mondo si ritrovi ad un gruviera, meglio partecipare.




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