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venerdì 22 marzo 2013

Per il lavoro serve il reintegro, per la pensione la reincarnazione.


Articolo 1 della Costituzione italiana:
Italia Repubblica fondata sul lavoro.

In meno di 1 anno dalla riforma del ministro Fornero, sulle modifiche all'art 18  le denunce di reintegro intasano i tribunali, essendoci stato un incremento di licenziamenti (+11% sul 2011)

per essere esplicito cito le modifiche,e le motivazioni di reintegro:

Statuto dei lavoratori art 18 ,(Legge 20 maggio 1970, n. 300) si applica solo alle aziende con almeno 15 dipendenti e afferma che il licenziamento è valido solo se avviene per giusta causa o giustificato motivo.
Prima della Riforma del lavoro del 2012, il giudice  una volta riconosciuta l'illegittimità dell'atto di licenziamento ,era obbligato ad ordinare la reintegrazione del ricorrente nel posto di lavoro e il risarcimento degli stipendi non percepiti, oltre che il mantenimento del medesimo posto che occupava prima del licenziamento. In alternativa, il dipendente poteva accettare un'indennità pari a 15 mensilità dell'ultimo stipendio.
Dopo la riforma 2012 il testo dell'articolo 18 è stato modificato, aggiungendo 3 tipologie di motivazioni di licenziamento discriminatorio, disciplinare ed economico.


Licenziamento discriminatorio:
È discriminatorio il licenziamento determinato da ragioni di credo politico o fede religiosa; dall'appartenenza ad un sindacato a dalla partecipazione a scioperi ed altre attività sindacali; dal sesso, dall'età, dall'appartenenza etnica o dall'orientamento sessuale.
In caso di licenziamento discriminatorio, come avveniva con la precedente normativa, l'atto viene dichiarato nullo ed applicata la sanzione di reintegrazione. 

Licenziamento disciplinare
è il licenziamento motivato dal comportamento del lavoratore, cioè in caso di notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore. 
Il giudice può ritenere che non ci siano gli estremi per il licenziamento per due motivi: perché il fatto non sussiste; oppure perché il fatto può essere punito con una sanzione di altro tipo.

Licenziamento economico
La motivazione primaria e quella rivolta alla mancata produttività della azienda ,o una contrazione del mercato che impone all'azienda di ridurre il numero di addetti ad una certa mansione.
Se il giudice accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo oggettivo, può condannare l'azienda al pagamento di un'indennità risarcitoria in misura ridotta, da 12 a 24 mensilità, in caso la motivazione dia infondato applica la reitegrazione.

in questo video una sintesi ben fatta:



Link:http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Gvu5-mma1RY#!



Forse questa riforma è rivolta nel aumentare il lavoro nelle aule di tribunale, essendo intasate  di ricorsi dei lavoratori licenziati.
Mentre la disoccupazione totale della popolazione Italiana cresce all’11,7% ,quella solo dei giovani e 38,7%, chi lavora si trova a restare incollato al proprio posto di lavoro più del previsto,per la nuova modifica all'età pensionabile, sempre del ministro Fornero.






Questa riforma aumenta notevolmente il raggiungimento della pensione:

Gli uomini nel 2013 andranno in pensione con 66 anni e tre mesi, le donne dipendenti dovranno raggiungere i 62 anni e tre mesi e le autonome 63 anni e 9 mesi, che saliranno nel 2014 di 2 anni e mezzo; nel 2016 di 3 anni e mezzo; nel 2018 di 4 anni e mezzo.

In pensione anticipata si potrà andare solo se si sono maturati 42 anni e 5 mesi di contributi se uomini e 41 anni e 5 mesi se donne.
La pensione anticipata,sarà penalizzata dalla riduzione di 1 punto di percentuale dalla somma che ci spetta,per ogni anno di anticipo rispetto all'età massima,quindi chi fortunatamente ha iniziato a lavorare molto giovane,si troverà sfortunatamente a dover lavorare più dei 42 anni richiesti,per ricevere il 100 % della propria pensione. 

Questa modifica è rivolta alle pensioni di vecchiaia. (sempre per chi ci arriva)
Potere riposare il corpo stanco ,sperando di godere giorni meritati all'insegna del relax diventano sempre più lontani;
Ma si può sperare nella reincarnazione.

Tirando le somme scarsità di lavoro e di diritti dei lavoratori, eppure l'articolo 1 cita: 
l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.











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